Chi ha detto che gli americani non si interessano al calcio ? Per questi mondiali, la minor affluenza di pubblico si fa registrare a Dallas, nella partita Nigeria-Bulgaria, con 44 mila spettatori. In tutti gli altri match, il successo popolare è fenomenale e si arriva spesso a superare gli 80 mila spettatori nei giganteschi stadi costruiti per il football, ma adeguati al soccer. Mai una fase finale della coppa del mondo aveva attirato tanto pubblico: la media a Italia 90 era di circa 48 mila spettatori a partita, ad USA 94 è di 68 mila. Un grande spettacolo, da molti definito "un' americanata" accoglie ogni partita, con canti, parate, e bandierine; insomma, uno spettacolo nello spettacolo, come vuole lo stile di vita a stelle e strisce. Gli sponsor la fanno da gran padroni, per non parlare delle televisioni, che per motivi di fuso orario fanno disputare molte partite ad orari proibitivi, coprendo fasce orarie che vanno dalle 12:00 alle 15:00. Una vera follia, se si pensa che in alcuni Stati si arriva a picchi di afa e umidità tali che i giocatori, dopo una partita, perdono dai 2 ai 3 Kg. 

QUINTUPLETTA DI SALENKO 

Tornando al calcio giocato, è degna di nota l'impresa del giocatore russo Oleg Salenko che, per la prima volta nella storia, realizza 5 gol in una partita della fase finale della coppa del mondo. E' contro il Camerun che matura questo exploit, in una partita che termina 6-1, e che passa in secondo piano persino il gol della bandiera realizzato dal quarantaduenne Roger Milla. Salenko, anche se la sua squadra non passerà nemmeno il turno preliminare, diventa capocannoniere del mondiale, a pari merito con la stella bulgara Hristo Stoichkov. 

ROBERTO BAGGIO SALVA LA FACCIA DI ARRIGO SACCHI 

Arrigo Sacchi, immortalato nelle cronache sportive quale "Mago di Fusignano", suo paese d'origine, dopo aver condotto il Milan dei tulipani Gullit-Ryckard-Van Basten ai vertici del calcio internazionale, è deciso a fare altrettanto con la nazionale, che guida dal '91 (esordio a Genova, Italia-Norvegia 1-1). Sbarcato negli USA, sottopone gli azzurri ad un allenamento molto intenso in un clima eccezionalmente torrido. 

L'esordio della squadra non è dei più felici: siamo sconfitti per 1-0 dall'Irlanda. Va meglio con la Norvegia, dove vinciamo per 1-0 in una gara sofferta fino all'inverosimile, in un'autentica battaglia dove la grinta dei nostri è messa a dura prova: chi non ricorda lo zoppicante Maldini, costretto con un piede fasciato a continuare a giocare fino alla fine, stringendo i denti ? Nell'ultima partita del girone incontriamo il Messico dello stravagante e variopinto portiere Campos. Bisogna vincere, ma non si va oltre il pareggio per 1-1; solo per una fortunata serie di altri risultati favorevoli siamo ripescati come miglior seconda e andiamo agli ottavi di finale

Si incontra la Nigeria, ed è in questa partita che Baggio prende per mano la squadra. Al 26' Amunike segna per gli africani, e l'Italia non riesce a pareggiare; tutti pensano già che è finita, si aspetta solo il fischio dell'arbitro per dimenticare un'altra delusione: ma "Codino" si sveglia e con un'azione solitaria pareggia a 2 minuti dalla fine. Nel primo tempo supplementare, poi, ci regala i quarti di finale, segnando ancora su calcio di rigore. 

Ai quarti c'è la Spagna, che eliminiamo con un 2-1 maturato su gol del solito Baggio e dell'omonimo Dino. Poi tocca alla Bulgaria di Stoichkov, liquidata con due perle di Baggio. Parliamoci chiaro, l' Italia va avanti grazie alle magie del suo "Pallone d'Oro", non certo per il collettivo nè per le scelte di Sacchi. Comunque si distinguono anche capitan Baresi, che si rompe il menisco ma recupera per la finale dopo essersi operato, Costacurta, costretto a sostituire l'infortunato capitano, Maldini, infaticabile, e l'insostituibile Donadoni. 

  
IL CAMMINO DEGLI AZZURRI 
 

Gruppo E 

18 giugno Ilanda-Italia 1-0 
23 giugno Italia-Norvegia 1-0 
28 giugno Italia-Messico 1-1 

Ottavi di finale 

5 luglio Italia-Nigeria 2-1

 

Quarti di finale 

9 luglio Italia-Spagna 2-1 

Semifinali 

13 luglio Italia-Bulgaria 2-1

 
 

LA FINALISSIMA

 

17 luglio 1994, stadio Rose Bowl di Pasadena, Los Angeles

ITALIA-BRASILE 0-0, (2-3 dopo i calci di rigore)

 

Non si tratta di una finale qualsiasi: alla fine, una delle due squadre salirà in cime al mondo, essendo l'unica ad aver conquistato il quarto titolo mondiale. Al Rose Bowl, ben 94 mila sono gli spettatori paganti. L'incontro risulta equilibrato, ben diverso dal 4-1 della finale del 1970 rifilato dal Brasile di Pelè all'Italia di Riva. Comunque la nostra nazionale è alquanto acciaccata: Baggio è in precarie condizioni fisiche, molti sostengono che deve restare in panchina; Baresi rientra 24 giorni dopo un infortunio che gli era costato un intervento chirurgico al menisco. 

Non segna l'Italia, non segna nemmeno il Brasile che schiera Romario, considerato il più forte attaccante del torneo. Solo un sussulto quando a Pagliuca sfugge di mano una palla che sembrava innocua, batte dolcemente contro il palo, e torna in mano al nostro portiere: il tutto dura meno di un secondo, ma per quel lasso di tempo il cuore di molti tifosi ha cessato di battere ! Passata la paura, Pagliuca accarezza platealmente il palo come a ringraziarlo per essersi sostituito a lui. Anche dopo i tempi supplementari il risultato non si schioda dallo 0-0. 

Per la prima volta nella storia del mondiale la coppa si assegna ai calci di rigore. Ma ancora una volta, questa fatale lotteria, risulta avversa ai nostri colori. Fallisce Baresi, al primo tiro. Pagliuca para il primo tiro dei brasiliani. Si va avanti con questo svantaggio, finchè, all'ultimo rigore, Baggio manda il pallone alto di poco sulla traversa. E' incredibile come il numero uno di questi mondiali sbagli il colpo decisivo, anche se comunque Pagliuca doveva parare l'ultimo rigore dei brasiliani per pareggiare e proseguire ad oltranza. Fatto sta che i nostri giocatori escono in lacrime, primo fra tutti capitan Baresi, consolato da un Arrigo Sacchi che sa già che sarà investito da una marea di critiche e polemiche. 

L'Italia esce sconfitta dalla finalissima, ma a tsta alta. I brasiliani sono l'unica squadra imbattuta del torneo, con soli 3 gol subiti in 7 partite. Inoltre gli azurri sono stati i giocatori più ammirati dal grande pubblico statunitense; non dimentichiamo i milioni di italiani emigrati negli USA e che in quei giorni hanno ritrovato un loro legame con l'Italia. 

Il mondiale americano si conclude con 3.578.508 spettatori nelle 52 partite disputate, nonchè un utile di gestione complessivo di 70 miliardi di lire. 
 
 


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