Dire Messico 1986 è come dire Maradona. Forse, mai nessun giocatore ha lasciato così profondamente il suo segno in un mondiale che ha stravinto quasi da solo e che ha attirato su di sè l'attenzione di tutti i mass-media. Piccolo, talvolta grassoccio, amante della vita notturna, Diego Armando Maradona impone a tutto il mondo la sua filosofia di vita sportiva, considerata da molti l'esatto opposto di quello che un atleta deve fare. Malgrado tutto quello che si scoprirà negli anni avvenire, malgrado tutti i suoi eccessi fuori dal campo, egli resterà un Dio del pianeta calcio, il solo ad aver fatto tremare il trono di Pelè. Il suo gol contro l'Inghilterra, rimane forse uno dei più grandi saggi di bravura calcistica: Maradona parte dalla propria metà campo, si invola sulla fascia destra, con il pallone incollato al suo piede sinistro, "el pibe de oro", fa fuori da solo tutta la squadra britannica in un crescendo di finte e doppi passi fino alla porta di Shilton, anch'egli ipnotizzato dai funamboli movimenti dell'argentino. "Maradona è il Dio", "Maradona può fare tutto", urlano i suoi tifosi: e hanno ragione, infatti gli è concesso anche un gol chiaramente realizato con una mano. 
 
PER L'ITALIA, GRANDE SODDISFAZIONE IL PARI CON MARADONA 

Enzo Bearzot, allenatore della nazionale per una decina di anni, è rimasto legato ai quei ragazzi che quattro anni prima erano saliti in cima al mondo nella fantastica notte madrilena. Bergomi, Graziani, Conti, Cabrini, Collovati e Scirea rappresentano la continuità con i mondiali del 1982; De Napoli, Vialli, Ancelotti, Galli e gli altri "novellini" sono invece l'incognita, e allo stesso tempo il futuro. La squadra esordisce contro la Bulgaria il 31 maggio all'Estadio Azteca di Città del Messico davanti a 95.000 spettatori. Si pareggia 1-1, con gol di Altobelli. Cinque giorni più tardi a Puebla incontriamo l'Argentina: segna subito Altobelli, su rigore, ma poi Maradona (foto) pareggia, mettendo in evidenza una disattenzione di Galli. Il risultato viene giudicato deludente in Italia; in realtà l'Argentina, rocciosa in difesa, veloce e fantasiosa in attacco, ha l'arma in più in Maradona, deciso a dimostrare di essere il più grande calciatore di ogni tempo. Infatti, d'ora in poi vincerà tutte le partite fino alla fine del mondiale. Ultima partita del girone è con la Corea el Sud: gli azzurri riscoprono la gioia della vittoria, con una doppietta di "Spillo" Altobelli e un'autorete di Kwang Rae. Si va agli ottavi, dove incontriamo la Francia. Purtroppo per l'Italia il ondiale finisce qui: la squadra di Platini e Tigana ci sovrasta e ci rispedisce a casa con un secco 2-0. Nella graduatoria finale, l'Italia si piazza al 12° posto. 

IL CAMMINO DEGLI AZZURRI 
 

Gruppo A 

31 maggio Italia-Bulgaria 1-1 
5 giugno Italia-Argentina 1-1 
10 giugno Italia-Corea del Sud 3-2 

Ottavi di finale 

17 giugno Francia-Italia 2-0 
 

Michel Platini, che in questa foto vediamo con la maglia della Juventus, ferma il cammino dell'Italia agli ottavi di finale
 

 

 

LA FINALISSIMA

 

Stadio Azteca di Città del Messico: ARGENTINA-GERMANIA 3-2

 


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