Motivi geopolitici determinano l'allargamento delle squadre partecipanti ai mondiali di Spagna. La FIFA non può infatti dimenticare che le squadre dei Paesi del "terzo mondo" sono entrate risolutamente a far parte della comunità calcistica e che la propaganda ha bisogno di superare gli ormai angusti confini del calcio tradizionale. Naturalmente, l'Europa viene privilegiata con 13 nazioni presenti oltre alla padrona di casa Spagna. Dal sudamerica giungono quattro rappresentanti più l'Argentina campione del mondo; dai Caraibi e dal centro e nordamerica giungono due squadre, ancora due dall'Asia, come pure dall'Oceania e dall'Arica. Assente illustre affogate nelle eliminatorie è l'Olanda, vice-campione in carica, mentre l'Inghilterra entra dopo un notevole affanno. La complessita dell'organizzazione si traduce in 36 partite. Nel primo mondiale dove iniziano a comandare gli sponsor, Diego Maradona di presenta con un biglietto da visita da 15 miliardi, tanto ha sborsato il Barcellona, o meglio le forze riunite della società catalana insieme con quelle di alcuni organismi multinazionali, che concorrono a fare di questo giocatore l'emblema commerciale dei loro prodotti. Altri esempi di investimenti folli sono per Rummenigge, Breitner e Rossi, con gli italiani ancora nelle vesti di comprimari in questo campo. Il calcio mondiale va assumendo sempre più la filosofia del business internazionale. 
 
 
Il grande stadio Santiago Bernabeu di Madrid
 

CRESCENDO AZZURRO VERSO LA FINALE 

Lunedì 14 giugno l'Italia affronta a Vigo la Polonia. Alla squadra azzurra, tanto per cambiare, sono in pochi a credere: proveniamo da un pareggio stentato in un'amichevole con la Svizzera, in una partita dal gioco stentato. Il pareggio a reti inviolate, forse, va più stretto a Boniek e compagni che non a Bearzot. Ma la critica già storce la bocca e l'Italia prosegue la sua permanenza in Spagna senza avere neppure un'idea di quale obiettivo si adatti alle proprie capacità. Dopo il pareggio per 1-1 col Perù, molti già pensano che è ora di preparare la valigia; ma per buona sorte, la Polonia ci fa un regalo distruggendo il Perù con inque reti, così il terzo pareggio consecutivo, stavolta col Camerun, ci è sufficiente a superare il turno per differenza reti: abbiamo segnato un gol in più degli africani. Siamo secondi nel girone alle spalle della Polonia; al secondo turno, quindi, si finisce nel girone di ferro, in compagnia di Brasile e Argentina: gli azzurri vengono dati irrimediabilmente per spacciati. 

Ma è proprio a questo punto che la magica e contraddittoria legge del calcio fa sì che l'Italia vada contro tutti i pronostici che la vedevano sconfitta, anzi distrutta.

La vittoria contro l'Argentina di Maradona ne è un esempio; vinciamo sfruttando al cento per cento il tipico "gioco all'Italiana": massima concentrazione del blocco difensivo, duttile meccanismo di gioco per le punte, manovra in sacrificio continuo da parte degli esterni Graziani e Conti, controllo a uomo spietato di Gentile su Maradona che esce annichilito dal confronto. L'Argentina controlla a dovere ma subisce il contropiede italiano: viene infilata da Tardelli (foto a destra), poi da Cabrini. Si vince per 2-1. Poi l'Argentina soccombe anche col Brasile, con un secco 3-1. 

 


 

Siamo alla partita della verità. Tra Italia e Brasile, i sudamericani hanno due risultati utili su tre: infatti, per il gol segnato in più all'Argentina, possono permettersi anche di pareggiare. Ma un gol di Rossi (foto a sinistra) in apertura fredda i carioca, constringendoli ad un recupero ansioso, che comunque arriva. Siamo 1-1, ma l'Italia ha nel sangue qualcosa che la spinge in avanti alla ricerca di un pronto riscatto. Segna ancora Rossi, ma il Brasile risponde ancora una volta presente. Siamo 2-2, ma non per molto, tanto che per la terza e, ormai, decisiva volta Pablito imprime il suo sigillo indelebile negli occhi di ogni tifoso, di ogni italiano. Tutta la nazione è ora con lui, e le polemiche di venti giorni prima sembrano scomparse. 

Arriviamo alla semifinale, dove incontriamo ancora la Polonia. Stavolta Bonek non c'è, ma nemmeno Gentile. Ma c'è Rossi, che realizza una splendida doppietta (foto sotto) spalancando le porte della finale. Intanto, a Siviglia si gioca l'altra semifinale tra Francia e Germania. I tedeschi sono costretti a recuperare due volte le sfuriate di Platini e compagni. L'incontro finisce 3-3, e si arriva fino ai rigori: la Germania inizia in svantaggio anche dagli undici metri, ma recupera, e guadagna la finale. 

 

IL TABELLONE DEGLI INCONTRI 
 

Primo girone 

14 giugno Italia-Polonia 0-0 
15 giugno Perù-Camerun 0-0 
18 giugno Italia-Perù 1-1 
19 giugno Polonia-Camerun 0-0 
22 giugno Polonia-Perù 5-1 
23 giugno Italia-Camerun 1-1

 

Secondo girone 

16 giugno Algeria-Germania 2-1 
17 giugno Austria-Cile 1-0 
20 giugno Germania-Cile 4-1 
21 giugno Austria-Algeria 2-0 
24 giugno Algeria-Cile 3-2 
25 giugno Germania-Austria 1-0

     

Terzo girone 

13 giugno Belgio-Argentina 1-0 
15 giugno Ungheria-El Salvador 10-1 
18 giugno Argentina-Ungheria 4-1 
19 giugno Belgio-El Slavador 1-0 
22 giugno Belgio-Ungheria 1-1 
23 giugno Argentina-El Salvador 2-0

 

Quarto girone 

16 giugno Inghilterra-Francia 3-1 
17 giugno Cecoslovacchia-Kuwait 1-1 
20 giugno Inghilterra Cecoslovacchia 2-0 
21 giugno Francia-Kuwait 4-1 
24 giugno Francia-Cecoslovacchia 1-1 
25 giugno Inghilterra-Kuwair 1-0

     

Quinto girone 

16 giugno Spagna-Honduras 1-1 
17 giugno Jugoslavia-Irlanda N 0-0 
20 giugno Spagna-Jugoslavia 2-1 
21 giugno Honduras-Irlanda N 1-1 
24 giugno Jugoslavia-Honduras 1-0 
25 giugno Irlanda N-Spagna 1-0

 

Sesto girone 

14 giugno Brasile-URSS 2-1 
15 giugno Scozia-N Zelanda 5-2 
18 giugno Brasile-Scozia 4-1 
19 giugno URSS-N Zelanda 3-0 
22 giugno URSS-Scozia 2-2 
23 giugno Brasile-N Zelanda 4-0

 

Primo gruppo 

28 giugno Polonia-Belgio 3-0 
1 luglio URSS-Belgio 1-0 
4 luglio Polonia-URSS 0-0

 

Secondo gruppo 

29 giugno Germania-Inghilterra 0-0 
2 luglio Germania-Spagna 2-1 
5 luglio Inghilterra-Spagna 0-0

     

Terzo gruppo 

29 giugno Italia-Argentina 2-1 
2 luglio Brasile-Argentina 3-1 
5 luglio Italia-Brasile 3-2

  

Quarto gruppo 

28 giugno Francia-Austria 1-0 
1 luglio Austria-Irlanda N 2-2 
4 luglio Francia-Irlanda N 4-1

 

Semifinali 

8 luglio Italia-Polonia 2-0 
8 luglio Germania-Francia 8-7

 

Fianalina 

10 luglio Polonia-Francia 3-2

 

 

LA FINALISSIMA

 

La cornice è quella dello splendido stadio Bernabeu di Madrid. Sono presenti in tribuna il re di Spagna Juan Carlos, la regina Sofia, il cancelliere tedesco Schmidt e il presidente-partigiano Pertini che in Italia ha sempre riscosso un'enorme simpatia. Di fronte due squadre blasonate; entrambe hanno vinto due mondiali, anche se le vittorie italiane risalgono all'anteguerra. Da principio non sembra una gara emozionante. Gli azzurri sono nervosi, contratti, sembrano aver perduto lo smalto degli incontri precedenti. Ma anche i tedeschi vanno cauti: l'epoca delle arrembanti avanzate sembra tramontata, e anche quando ataccano, i panzer lo fanno con maggior circospezione, temendo di essere puniti dal rapido contropiede italiano. Dopo sette minuti, tegola sull'Italia: Graziani non ce la fa, per lui lussazione della spalla. Entra Altobelli. Poche emozioni fino al 24', quando Conti è fermato in area da Briegel e l'arbitro fischia il rigore. L'Italia ha la grande occasione, ma Cabrini manda fuori di un soffio, alla sinistra di Schumacher, che tira un sospiro di sollievo. In altre occasioni, forse, la squadra azzurra si sarebbe persa d'animo, regalando l'iniziativa agli avversari. Ma non a Madrid, non questa volta. Al 56' segna Rossi (foto a sinistra), a due passi da Schumacher. Al 69', dopo una volata di Conti sulla fascia destra e uno scambio in area tedesca, la palla arriva al limite dell'area a Tardelli che tira e segna il 2-0. All'80', ennesima volata di Conti sull'out destro, stavolta in solitario, palla in mezzo per Altobeli che dribbla Schumacher sulla sinistra e realizza a porta vuota (foto a destra).Un gol di Breitner allo scadere fa sussultare i tifosi italiani di tutto il mondo, ma non c'è più tempo, perchè l'arbitro Coelho ferma il pallone e lo solleva decretando la fine della partita. E' il tripudio, in uno stadio dove sventolano migliaia di bandiere tricolori e dove persino la tribuna si esalta, con nonno Pertini in piedi esultante e visibilmente eccitato. In Italia, in questa calda notte d'estate, la gente esce dalle case non appena le urla di Nando Martellini escono dai televisori esclamando, in un grido liberatorio, "campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo"; le auto si riversano nelle strade, che per le due ore precedenti erano rimaste deserte. Sì, perchè per questa partita l'Italia intera si è fermata, e ora è pronta a festeggiare la strameritata vittoria. 

Madrid, stadio Santiago Bernabeu, 11 luglio 1982: ITALIA-GERMANIA 3-1 
 
ITALIA: Zoff, Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani (dal 7' Altobelli, dal 89' Causio) 
 
GERMANIA: Schumacher, Kaltz, Briegel, Forster, Forster, Stielike, Littbarski, Dremmler, Fischer, Breitner, Rummenigge (dal 62' Hrubesch, dal 70' Muller) 
 

Pablito Rossi bacia la coppa del mondo appena conquistata. E' lui il primo giocatore italiano a diventare capocannoniere di un mondiale

La squadra tedesca

MARCATORI: Rossi (I) 56', Tardelli (I) 69', Altobelli (I) 80', Breitner (G) 83' 

ARBITRO: Coelho (Brasile) 
 
 

 
Bearzot con la coppa del mondo, affiancato da Zoff e Scirea
 


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