La squadra di casa è la sorpresa di questi mondiali, in un calcio che ha abbassato di molto il livello tecnico individuale: i calciatori di spicco sono rarefatti, gli ultimi eredi di un'aristocrazia da tramandare ai... posteri non trovano eredi: insomma, Pelè e Cruijff sono solo un ricordo. Intendiamoci, Kempes, Rossi e Rensenbrink non sono giocatori da poco, ma nemmeno dei fuoriclasse in assoluto. Ad ogni modo, il collettivo è l'arma in più per affrontare questo mondiale, e il c.t. argentino Luis Cesar Menotti lo sa, e ha approntato un gruppo disciplinato, ricco di temperamento e volontà; insomma, l'antitesi di quelle formazioni argentine del passato, magari meglio dotate tecnicamente, ma del tutto indisciplinate in campo e fuori. Si tratta di un mondiale abbastanza pilotato. L'Italia viene inserito d'ufficio nel girone dell'Argentina; quest'ultima scende in campo sempre dopo che hanno giocato gli altri. Italia e Argentina, che finiscono in testa al loro girone, hanno diritto a giocare le successive partite a Buenos Aires o a Rosario, mentre le altre devono compiere almen una trasferta. E' chiaro, insomma, che si vuole arrivare a una finale tra Italia e Argentina. Purtroppo toccherà agli olandesi sostituire gli italiani. Bisogna però riconoscere che l'Argentina vince il mondiale meritatamente, nonostante le accuse di favori arbitrali da parte di Olanda, Brasile e soprattutto Perù. AGLI AZZURRI QUARTI CLASSIFICATI VANNO TANTI APPLAUSI La partenza dell'Italia per l'Argentina è salutata da fischi, critiche e polemiche, dopo il brutto 0-0 nella partita di premondiale contro la Jugoslavio rimediato dall'undici azzurro, guidato da Enzo Bearzot. Ma nello stupendo ritiro di Hindu Club, un prodigioso mutamento degli animi dei nostri giocatori fa sì che quelle polemiche siano messe a tacere. A furor di popolo Rossi e Cabrini entrano in formazione e si assiste ad una magnifica partita contro la Francia: dopo essere pasati in svantaggio, pareggia Rossi , nella ripresa, Zaccarelli firma il 2-1 finale. Il clima è mutato e si affronta l'Ungheria con fiducia; si vince per 3-1 grazie a Rossi, Bettega e Benetti. Si mette in luce anche Scirea, ormai sostituto di un Facchetti sempre meno giocatore e sempre più assistente di Bearzot. ANCHE L'ARGENTINA SI ARRENDE Il capolavoro degli azzurri arriva contro l'Argentina, mortificata
davanti ai propri tifosi per 1-0 grazie a un gol di Bettega, in condizioni
fisiche smaglianti. Il girone è così vinto a punteggio pieno;
mai, nel dopoguerra, si era verificata una partenza così fulminea
e fruttuosa. Purtroppo nel girone del turno successivo la squadra azzurra
è affaticata, forse ha già prodotto il massimo sforzo. Pareggiamo
con la Germania, vinciamo con l'Austria grazie al solito Rossi, ma soccombiamo
con l'Olanda che rimonta un'autorete di Brandts. Il sogno della finalissima
sfuma; si va alla finalina, dove incontriamo un Brasile capace di rimontare
ad un gol di Causio grazie a due reti di Nelinho e Dirceu. Finiamo al
quarto posto: un esito sbalorditivo per come si era partiti.
IN ITALIA SI FA FESTA Grazie a questo mondiale la nazionale azzurra ritrova i suoi tifosi; quei tifosi che l'avevano fischiata alla partenza, ma che, grazie alle imprese con Francia, Ungheria e soprattutto Argentina, ritrovano tutto il loro entusiasmo e affetto. Il successo contro l'Argentina è salutato con caroselli di auto e esplosioni di gioia nelle case illuminate dalla tremolante luce dei televisori. Il ritorno degli azzurri sarà salutato da una folla accorsa con grande affetto all'aereoporto di Fiumicino, anche se ancora una volta non si riesce a riportare in Italia la coppa del mondo. Ma è ormai solo questione di tempo. IL TABELLONE DEGLI INCONTRI
LA FINALISSIMA
Buenos Aires, 25 giugno 1978: ARGENTINA-OLANDA 3-1
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