INGHILTERRA 1966 

Siamo entrati ormai nel cosiddetto calcio atletico: le doti di fondo emergono in modo chiaro, mentre il calciatore-atleta inaugura un ciclo che andrà sempre aumentando di importanza, mentre il calcio al rallentatore, troppo pensato, troppo limitato da un punto di vista psicofisico, viene travolto: è questa la sorte delle formazioni sudamericane, e anche dell'Italia. Nel momento in cui il Brasile esce di scena e l'Inghilterra prende in mano le redini del torneo indirizzandosi verso la vittoria finale, si stabilisce l'inizio di una mentalità nuova che il c.t. inglese Alf Ramsey definisce del "calcio totale". Ad una difesa solidissima si uniscono rapidi contropiedi, e gli inglesi aggiungono potenza e ritmo di manovra. In questi mondiali si esalta anche la marcatura ad uomo, che costerà un infortunio a Pelè, messo fuori dal bulgaro Zechev che lo controlla spietatamente. 

A LONDRA, RUBATA LA COPPA 

Si comincia con un giallo: la coppa Rimet scompare. Il Brasile l'aveva inviata a Londra perchè potesse essere esposta al pubblico, ma una volta giunta sulle rive del Tamigi, viene rubata. E' aprile, mancano due mesi ai mondiali, e per evitare che il ridicolo investa l'organizzazione inglese viene mobilitata Scotland Yard: migliaia di agenti perlustrano Londra, raddoppiano i controlli alle dogane e alla fine la coppa salta fuori. Ma nel Paese si Sherlock Holmes non è un ispettore di polizia a risolvere il caso, bensì un cane di nome Pickels. Mentre il ladro è un portuale disoccupato, Edward Bretchley, poi condannato a due anni. 

SUGLI AZZURRI L'ONTA DELLA COREA 

La "fatal Corea" costituisce l'epilogo della triste vicenda italiana ai mondiali del 1966. Come premessa, diciamo che la preparazione della nazionale guidata da Edmundo Fabbri offre un quadro positivo consolante: il 14 giugno si batte la Bulgaria a Bologna per 6-1, il 18 giugno si vince con l'Austria a Milano per 1-0, il 22 giugno si fa fuori anche l'Argentina a Torino per 3-0, e il 29 giugno si strapazza il Messico a Firenze per 5-0. Infine, il 7 luglio, la nazionale liquida una selezione danese per 3-0 in una partitella d'allenamento. Si arriva ai mondiali in un clima sufficientemente tranquillo. La prima partita è con il Cile, e si vince per 2-0 in una partita considerata la rivincita di quella persa ai mondiali del 1962, proprio in casa dei cileni. Ma in campo non si vede una nazionale come quella più volte vincitrice negli incontri di avvicinamento al mondiale: primo giocatore a fare da bersaglio alle critiche di stampa e tifosi è Gianni Rivera, reo di aver disputato una gara in sordina. La riprova è nella sconfitta con l'URSS, persa per 1-0. A questo punto non si pensava ancora al dramma: bastava battere laCorea per passare ai quarti di finale. Valcareggi, vice di Fabbri, dice dei coreani che "a vederli giocare sembrano una comica di Ridolini". Purtroppo la farsa è tutta per l'Italia, e gli azzurri se la costruiscono minuto per minuto nella partita più assurda che l'Italia abbia mai giocato nella sua lunga storia. Mentre Bulgarelli rimane colpito ad un ginocchio ed esce di scena al 33', Perani si mangia una paio di gol; Il gol della Corea arriva al 42' con Pak Doo Ik, e tutta la ripresa non è sufficiente all' Italia nemmeno per pareggiare. Ancora una volta si fanno le valigie; ad attendere gli italianai all'aereoporto di Genova ci sono insulti e pomodori. 

L' EROE E' PAK DOO IK 

E' un caporal maggiore dell'esercito coreano il giocatore che rispedisce a casa la nazionale italiana con un gol al 42' che gli varrà in seguito la promozione a sergente. I coreani, all'inizio antipatici a tutta l'organizzazione, dopo la vittoria sull' Italia escono dal campo da trionfatori. Si gioca a Middlesbrough il 19 luglio in una giornata grigia e uggiosa. Per gli azzurri sconfitti, il grigio diventa addirittura nero, ma per Pak Doo Ik, che tornato in patria smetterà di fare il calciatore e il militare per fare il dentista, resterà una delle giornate più radiose della sua vita. Nella foto vediamo al centro l'allenatore coreano complimentarsi con uno dei suoi raggazzi, mentre sulla destra Rivera esce dal campo a testa bassa. 

IL TABELLONE DEGLI INCONTRI 
 
 

Primo girone 

11 luglio Inghilterra-Uruguay 0-0 
13 luglio Francia-Messico 1-1 
15 luglio Uruguay-Francia 2-1 
16 luglio Inghilterra-Messico 2-0 
19 luglio Uruguay-Messico 0-0 
20 luglio Inghilterra-Francia 2-0

 

Secondo girone 

12 luglio Germania-Svizzera 5-0 
13 luglio Argentina-Spagna 2-1 
15 luglio Spagna-Svizzera 2-1 
16 luglio Argentina-Germania 0-0 
19 luglio Argentina-Svizzera 2-0 
20 luglio Germania-Spagna 2-1

     

Terzo girone 

12 luglio Brasile-Bulgaria 2-0 
13 luglio Portogallo-Ungheria 3-1 
15 luglio Ungheria-Brasile 3-1 
16 luglio Portogallo-Bulgaria 3-0 
19 luglio Portogallo-Brasile 3-1 
20 luglio Ungheria-Bulgaria 3-1

 

Quarto girone 

12 luglio URSS-Corea Nord 3-0 
13 luglio Italia-Cile 2-0 
15 luglio Cile-Corea Nord 1-1 
16 luglio URSS-Italia 1-0 
19 luglio Corea Nord-Italia 1-0 
20 luglio URSS-Cile 2-1

 

Quarti di finale 

23 luglio Inghilterra-Argentina 1-0 
23 luglio Germania-Uruguay 4-0 
23 luglio Portogallo-Corea Nord 5-3 
23 luglio URSS-Ungheria 2-1

Semifinali 

25 luglio Germania-URSS 2-1 
26 luglio Inghilterra-Portogallo 2-1

 

Fase calda di Inghilterra-Argentina; la partita si conclude con una rissa generale
    

Finalina 

28 luglio Portogallo-URSS 2-1

 

 

 

 

LA FINALISSIMA

La squadra inglese arriva in finale dopo un cammino abbastanza aspro, mentre la Germania ha avanzato a suon di gol. Quando le due formazioni scendono in campo sotto gli occhi della regina Elisabetta, il pubblico di casa è galvanizzato e pronto ad esultare. Inizia la partita: la Germania mette alla frusta l'Inghilterra e Haller al 12' infila Banks con un gol beffardo. Il gelo cala su Wembley, ma l'Inghilterra reagisce e pareggia dopo soli 6 minuti con un colpo di testa di Hurst. Il collettivo di oltre Manica comincia a funzionare e nella ripresa la Germania capitola per la seconda volta: Peters trafigge Tilkowski e scatena il pubblico londinese. Ma i tedeschi pareggiano con un'azione confusa quando ormai la partita sembrava finita; segna Weber, dopo che la palla gli era arrivata dal compagno Schnellinger, che forse tocca con un braccio. Finiscono i tempi regolamentari; all 11' del primo tempo supplementare avviene l'episodio che rimarrà nella storia di questi mondiali come un grosso punto interrogativo. Il pallone calciato da Hurst colpisce la traversa e ricade a terra: dentro o fuori la porta tedesca ? L'arbitro Dienst non vede, si affida al guardalinee Bakramov che non esita ad assegnare la rete all'Inghilterra, tra leproteste dei giocatori tedeschi. Ma c'è ancora il tempo per una altro gol del solito Hurst a suggellare il trionfo. Con questa vittoria il calcio inglese trova finalmente un riscontro in una competizione ufficiale. 

Londra, stadio Wembley, 30 luglio 1966: Inghilterra-Germania 4-2 
 
INGHILTERRA: Banks, Cohen, Wilson, Stiles, J. Charlton, Moore, Ball, Hurst, B. Charlton, Hunt, Peters GERMANIA: Tilkowski, Hoettges, Schnellinger, Beckenbauer, Schulz, Weber, Haller, Seeler, Held, Overtah, Emmerich

ARBITRO Dienst (Svizzera) MARCATORI; Haller (G) 12', Hurst (I) 18', Peters (I) 78', Weber (G) 89', Hurst (I) 101', Hurst (I) 120' 
 

 

MISTERO PER UN GOL 

Hurst realizza per l' Inghilterra un gol che risulterà poi decisivo per la conquista della coppa ma che ancora oggi fa discutere sulla sua validità. La versione tedesca vuole che la palla colpisca la parte inferiore della traversa per poi sbattere in terra all'interno dell'area del portiere, e cioè fuori della porta difesa da Tilkowski. I fotografi tedeschi appostati dietro la porta giurano che questa versione è esatta, quelli inglesi, ovviamente, negano, appoggiano una versione secondo la quale la palla, chissà come, schizzi fuori della porta dopo avere la line bianca. Comunque, la moviola da ragione ai tedeschi: la palla non ha completamente varcato la linea di porta, anzi, la sensazione che se ne ricava e che la palla ci impatti sopra. L' arbitro Dienst, in quell' istante, è coperto da un giocatore e si affida al guardalinee russo Bakramov che convalida il gol. 
 
 


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