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SVEZIA 1958
E' il mondiale che scopre Pelè, sancendo la rivincita dell'uomo sullo schematismo,
sulla concezione tattica esasperata, sull'organizzazione scientifica
a livello di additivi chimici. Si parte senza favoriti, ma si
arriva con una dimostrazione di straordinaria qualità
da parte del grande Brasile di Vicente Feola. I brasiliani capitano
nel girone di ferro, insieme a Inghilterra, Urss e Austria. Tra
le altre squadre spicca la Svezia padrona di casa che richiama
i suoi giocatori sparsi in mezza Europa: Liedholm, Hamrin, Skoglund,
Simonsson, Bergmarck. La Germania presenta un nuovo centravanti,
il panzer Uwe Seeler. C'è poi la Francia con un cannoniere
d'eccezione: Just Fontaine. Il giorno 8 giugno 1958, re Gustavo
Adolfo, le principesse Margaretha, Brigitta e Desireè
onorano della loro presenza l'incontro inaugurale tra Svezia
e Messico. Sin dalle prime partite si intuisce la spettacolarità
del calcio brasiliano e francese: al celeberrimo trio Didi,
Vavà, Pelè, si contrappone quello francese
composto da Kopa, Fontaine (capocannoniere del torneo
con 13 reti) e Piantoni. In generale, il mondiale fa recitare
la parte dai protagonisi agli attaccanti, più prolifici
che nelle passate edizioni; anche i pareggi, quando ci sono,
finiscono con due reti per parte. Tra le deluse, l'Argentina,
priva ancora di una propria identità, e che al ritorno
a Buenos Aires trova una folla inferocita e placata solo dalla
polizia. L'Italia non partecipa a questa edizione perchè
è stata eliminata dall' Irlanda del Nord nella fase preliminare.
A BELFAST L' ADDIO DEGLI AZZURRI
AL MONDIALE
Quando si giunge alla vigilia delle partite che contano per
l' accesso alla fase finale della coppa del mondo la nazionale
italiana è a pezzi. Il sorteggio ci accomuna a Portogallo,
che sfoggia un calcio di seconda serie, e Irlanda del Nord, sconosciuta
agli occhi del calcio mondiale. E' proprio l' Italia che impara
a conoscerla: il 25 aprile 1957 si riesce a vincere, ma solo
per 1-0 dopo aver sofferto per tutta la partita. La vittoria
è dovuta ad una prodezza di Cervato, difensore dal piede
alla dinamite. Segue una partita amichevole a Zagabria, e gli
slavi ci bastonano 6-1. In quella occasione il c.t. azzurro Alfredo
Foni appare disorientato, e, quando mancano solo 15 giorni alla
gara contro il Portogallo a Lisbona, non sa ancora in che modo
affrontarla: Foni appronta una squadra mosaico e la manda allo
sbaraglio, perdendo seccamente per 3-0. Ormai non resta che andare
a vincere a Belfast. Si gioca il 4
dicembre 1957, ma l'incontro si trasforma in un' amichevole perchè
l'arbitro ungherese Zsolt non arriva allo stadio a causa della
nebbia. Amichevole per modo di dire, perchè in campo
succede di tutto: insulti, sputi, botte. Finisce 2-2, ma gli
azzurri già sanno quello che li aspetterà alla
ripetizione della partita. Ma prima c'è il match di ritorno
con il Portogallo, a San Siro, il 22 dicembre 1957.
L'Italia si impone con un bel 3-0, che le permette di tornare
a Belfast con 2 risultati utili su 3: infatti, le basta non perdere
per qualificarsi alla fase finale del mondiale. 15 gennaio 1958,
questa volta l'arbitro Zsolt è puntuale, ma gli italiani
non riescono a rispondere alle provocazioni degli irlandesi.
Ghiggia viene espulso (foto a sinistra), gli avversari segnano
2 volte; a nulla serve il gol della bandiera di Da Costa (foto
a destra). Ai mondiali va l' Irlanda.
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In questa foto vediamo gli azzurri
schierati a Belfast prima dell'pincontro: da sinistra si vedono
il massaggiatore Farabullini, Ferrario, Corradi, Pivatelli, Schiaffino,
Bugatti, Da Costa, Vincenzi, Invernizzi, Montuori, Ghiggia e
Segato. |
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IL TABELLONE DEGLI INCONTRI
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Primo girone
8 giugno Irlanda N-Cecoslovacchia 1-0
8 giugno Germania-Argentina 3-1
11 giugno Argentina-Irlanda N 3-1
11 giugno Germania-Cecoslovacchia 2-2
15 giugno Cecoslovacchia-Argentina 6-1
17 giugno Germania-Irlanda N 2-2
17 giugno Irlanda N-Cecoslovacchia 2-1 spa.
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Secondo girone
8 giugno Francia-Paraguay 7-3
8 giugno Jugoslavia-Scozia 1-1
11 giugno Paraguay-Scozia 3-2
11 giugno Jugoslavia-Francia 3-2
15 giugno Francia-Scozia 2-1
17 giugno Jugoslavia-Paraguay 3-3
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Terzo girone
8 giugno Svezia-Messico 3-0
8 giugno Galles-Ungheria 1-1
11 giugno Messico-Galles 1-1
12 giugno Svezia-Ungheria 2-1
15 giugno Ungheria-Messico 4-0
15 giugno Svezia-Galles 0-0
17 giugno Galles-Ungheria 2-1 spareggio
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Quarto girone
8 giugno Brasile-Austria 3-0
8 giugno URSS-Inghilterra 2-2
11 giugno URSS-Austria 2-0
11 giugno Brasile-Inghilterra 0-0
15 giugno Inghilterra-Austria 2-2
15 giugno Brasile-URSS 2-0
17 giugno URSS-Inghilterra 1-0 spareggio
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Quarti di finale
19 giugno Francia-Irlanda N 4-0
19 giugno Svezia-URSS 2-0
19 giugno Brasile-Galles 1-0
19 giugno Germania-Jugoslavia 1-0
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Semifinali
24 giugno Svezia-Germania 3-1
24 giugno Brasile-Francia 5-2
Finalina
28 giugno Francia-Germania 6-3
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LA FINALISSIMA
A Stoccolma il trionfo è del Brasile.
La vigilia è trascorsa senza sussulti, la stampa svedese
concorda nel definire onorevole il fatto che la nazionale di
casa abbia raggiunto la finale. Pelè e compagni (nella
foto Pelè è al centro, con Garrincha e Santos)
hanno il settanta per cento delle quotazioni. L' arbitro scozzese
Griffith se ne va sdegnato per essere stato escluso da entrambe
le finali. Dirige il francese Guigue, dopo che l'argentino Brozzi
aveva diretto la finalina vinta dalla Francia sulla Germania.
Fischio di inizio e al 3' minuto va in gol la Svezia con Liedholm,
facendo esplodere di gioia i tifosi scandinavi. Passano altri
tre minuti e Vavà pareggia per il Brasile. Da questo
momento finisce il moemento magico della Svezia, e l'incontro
si incanala secondo previsione in un'incontenibile supremazia
del Brasile. Il ritmo frenetico imposto da Didì manda
in palla gli svedesi; segna ancora Vavà, poi Pelè
e Zagalo. Un sussulto al 80' per un gol svedese da parte di Simonsson,
ma l'ultima parola, allo scadere, spetta ancora a Pelè
che fissa il risultato sul 5-2, risultato che rispecchia fedelmente
la superiorità sudamericana, a volte addirittura schiacciante.
Così, dopo 8 anni, l'ombra tetra del Maracanà
si dissolve, per merito di un superbo collettivo.
Re Gustavo Adolfo consegna la coppa Rimet ai dirigenti
brasiliani.
Stoccolma, 29 giugno 1958: BRASILE-SVEZIA 5-2
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BRASILE: Gilmar, Santos, Santos, Zito, Orlando, Bellini,
Garrincha, Didi, Vavà, Pelè, Zagalo
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SVEZIA: Svensson, Bergamrk, Axbom, Borjesson, Gustavsson,
Parling, Hamrin, Gren, Simonsson, Liedholm, Skoglund
MARCATORI: Liedholm (S) 3', Vavà (B) 9' e 32',
Pelè (B) 55', Simonsson (S) 80', Pelè (B) 90'
ARBITRO: Guige (Francia)
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