FRANCIA 1938 


E' in questo mondiale che per la prima volta la squadra detentore del titolo e la squadra del Paese organizzatore accedono di diritto alla fase finale, senza cioè superare gli incontri preliminari. Dal Sudamerica giunge solo il Brasile; la Germania, avendo annesso l'Austria, ne ha assimilato le forze più aderenti allo schema tedesco. L'Italia ha svolto la preparazione sotto la guida di Pozzo, che ha già apportato alcuni significativi rinforzi rispetto alla formazione del 1934, anche se la linea tattica non è cambiata. Bisogna affrontare la Norvegia, che resiste e costringe l'Italia ai tempi supplementari; il 2-1 finale a favore degli azzurri, grazie ad un gol di Piola, matura a stento e determina la linea dei cambiamenti di ruolo che Pozzo dovrà apportare per giungere pronti alla partita con la Francia, difficile sotto l'aspetto psicologico per la presenza di un pubblico ovviamente, e giustamente, ostile. L'inserimento della fantasia di Biavati favorisce le stoccate di Piola e si vince per 3-1. In un mondiale che onora il gioco creativo, a partire da quello messo in mostra dai brasiliani, l'Italia ha il sopravvento con la sua impostazione tattica anche in semifinale, proprio contro il Brasile. La vittoria di misura per 2-1 è frutto della regia di un grande Meazza, padrone del centrocampo. Prima della partita, Pozzo aveva raggiunto i brasiliani nel loro ritiro a La Ciotat, pregandoli di dare agli italiani, in caso di sconfitta, gli unici biglietti d'aereo disponibili per Parigi in loro possesso. "Come, vorreste andare voi a Parigi? No, signore, la finale saremo noi a giocarla.", è stata la risposta dei sudamericani...ma la loro illusione viene cancellata in campo dalla vittoria degli azzurri. 

IL TABELLONE DEGLI INCONTRI 
 

Ottavi di finale 

4 giugno Svizzra-Germania 1-1 
5 giugno Francia-Belgio 3-1 
5 giugno Italia-Norvegia 2-1 
5 giugno Ungheria-Indie Olandesi 6-0 
5 giugno Cecoslovacchia-Olanda 3-0 
5 giugno Cuba-Romania 3-3 
9 giugno Svizzera-Germania 4-2 ripetizione 
9 giugno Cuba-Romania 2-1 ripetizione

Meazza stringe la mano al capitano francese Mattler 
 

Quarti di finale 

12 giugno Italia-Francia 3-1 
12 giugno Ungheria-Svizzera 2-0 
12 giugno Svezia-Cuba 8-0 
12 giugno Brasile-Cecoslovacchia 1-1 
14 giugno Brasile-Cecoslovacchia 2-1 ripet.

Semifinali 

16 giugno Ungheria-Svezia 5-1 
16 giugno Italia-Brasile 2-1 

Finalina 

19 giugno Brasile-Svezia 4-2

Piola a ridosso del portiere francese; poco dopo lo trafiggerà di testa
 
 

LA FINALISSIMA

Due differenti concetti tattici si specchiano in questa partitissima: quello italiano, rivoluzionario per quei tempi, basato sui ritmi base per la manovra; quello ungherese, basato sui fondamentali tecnici classici, stilisticamente ineccepibili ma che vanno a scapito della velocità. Al 6' gli azzurri sono già in vantaggio con Colaussi, ma gli ungheresi pareggiano due minuti dopo con Tiktos, per la gioia del pubblico francese. Ma l'Italia non è intimorita da un tifo contrario fino all'inverosimile, e ottiene ancora una volta il vantaggio con Piola a 16'; al 35' Colaussi firma la sua doppietta, che fa improvvisamente cambiare il parere della folla, incantata dai tocchi dei giocatori italiani. Ma l'Ungheria non si da per vinta, anzi al 70' si fa sotto e con Sarosi accorcia le distanze e rimette in gioco la coppa Rimet. Mancano 20 minuti, ma ne bastano 12 per mettere definitivamente la vittoria al sicuro: contropiede fulmineo, palla da Rava a Ferrari, taglio in diagonale per Piola, duetto con Biavati, tre avversari sorpresi, tiro del centravanti e l'Italia fa quaterna. La gioia esplode incontenibile, come vediamo in questa foto scattata a fine partita. 

Parigi, 19 giugno 1938, stadio Parco dei Principi: ITALIA-UNGHERIA 4-2 
 
ITALIA: Olivieri, Foni, Rava, serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi UNGHERIA: Szabo, Polgar, Biro, Szalai, Szucs, Lazar, Sas, Vincze, Sarosi, Zsengeller, Titkos
MARCATORI Colaussi (I) 6', Titkos (U) 8', Piola (I) 16', Colaussi (I) 35', Sarosi (U) 70', Piola (I) 82' ARBITRO: Capdeville (Francia)
 

Un'immagine emblematica degli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale e del regime Fascista vigente in Italia: gli azzurri ricevuti a Palazzo Venezia da Mussolini che ha accanto a sè Pozzo e Meazza. Il terzo in piedi da sinistra è Starace, che ha a fianco il presidente della federazione Giorgio Vaccaro. 
 


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