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ITALIA 1934
Siamo nell'epoca delle cravatte a farfalla, delle scarpe a punta,
del taglio di capelli alla Rodolfo Valentino. Mancano i juke-boxe,
ma si canta ugualmente, parafrasando con irriverenza Giacomo
Leopardi: "La donzelletta vien dalla campagna / leggendo
la Gazzetta dello Sport / e intanto lei va pazza per Meazza /
che fa reti a tempo di fox-trot". E Meazza è
già un campione consacrato, pronto a trasformarsi in un
mito. Pozzo gli affida il compito di legare la velocità
di Guaita, la tenacia di Schiavio e la fantasia di Orsi, con
la collaborazione a centrocampo di Ferrari. Nasce così
la nazionale azzurra che si appresta ad ospitare le più
forti nazionali del mondo. Sconfitti 7-1 gli USA, occorrono due
partite per eliminare la Spagna ( dopo aver pareggiato la prima
), che vantava quale portiere il fenomenale Zamora.
Alle semifinali, anche l'Austria è battuta, che già
aveva eliminato avversari come la Francia e l' Ungheria. Eliminato
la scuola Danubiana, gli azzurri sfidano a Roma, allo stadio
del Partito Nazionale Fascista (foto) quella Boema: le capacità
tecniche e organizzative di Pozzo e del suo staff confermano
la maturità dell'ambiente calcistico italiano.
IL TABELLONE DEGLI INCONTRI
Delle 32 nazioni iscritte, 3 rinunciano.
Anche l'Italia prende parte alle eliminatorie, che fanno accedere
alla fase conclusiva del torneo. Si parte dagli ottavi di finali;
tutti gli scontri sono ad eliminazione diretta.
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Ottavi di finale
27 maggio Italia-USA 7-1
27 maggio Spagna-Brasile 3-1
27 maggio Austria-Francia 3-2
27 maggio Svizzera-Olanda 3-2
27 maggio Svezia-Argentina 3-2
27 maggio Germania-Belgio 5-2
27 maggio Cecoslovacchia-Romania
4-2
27 maggio Ungheria-Egitto 1-0
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Contro gli USA, è l'ultima partita
per Virginio Rosetta (foto). Si gioca a Roma e Rosetta, trentaduenne,
conquista la 52-esima presenza in nazionale. |
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Quarti di finale
31 maggio Italia-Spagna 1-1
31 maggio Cecoslovacchia-Svizzera
3-2
31 maggio Austria-Ungheria 2-1
31 maggio Germania-Svezia 2-1
1 giugno Italia-Spagna 1-0 (ripetizione)
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Il gol di Meazza che regala all'Italia la
vittoria sulla Spagna
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Semifinali
3 giugno Italia-Austria 1-0
3 giugno Cecoslovacchia-Germania
3-2
Finalina
7 giugno Germania-Austria 3-2
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La formazione dell' Austria battuta dall'Italia in semifinale |
LA FINALISSIMA
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Roma, 10 giugno: Italia-Cecoslovacchia 2-1
ITALIA: Combi, Monzeglio, Allemandi, Ferraris IV, Monti,
Bertolini, Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi (foto)
CECOSLOVACCHIA: Planicka, Zinisek, Ctyroky, Kostalek,
Cambal, Krcil, Junek, Svoboda, Sobotka, Nejedly, Puc
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Meazza accanto a Schiavio che tenta una rovesciata |
Arbitro: Eklind (Svezia)
Marcatori: Puc (C) 71', Orsi (I) 81', Schiavio (I)
95'
Alla finale è presente anche Benito Mussolini che,
anche se di calcio ne capisce poco, non può sottrarsi
ad un dovere di Stato, in un'epoca in cui mezza Europa era in
fermento. Da una testimonianza di Jules Rimet, che gli siede
accanto, risulta infatti il Duce era privo di interesse nei
riguardi della partita. Eppure tutti sono concordi nel definire
l'incontro Italia-Cecoslovacchia quale l'evento sportivo dell'anno. Pozzo non muta la formazione (foto) già
vittoriosa sull'Austria, puntando su giocatori di sicuro rendimento;
la Cecoslovacchia era infatti avversario temibile, che si era
già liberata dei maestri inglesi, sia pure in una gara
amichevole. L'Italia scende in campo nervosa, non si esprime
al meglio e al 71' è punita da un gol di Puc. C'è
poco tempo per recuperare, ma gli azzurri cambiano atteggiamento,
sembrano galvanizzati: bastano 10 minuti ed è paregio:
Monti a Ferrari, da questi a Orsi, finta di sinistro, botta di
destro e il grande Planicka è superato. Nei supplementari
è apoteosi quando Schiavio, su passaggio di Guaita, segna
un gol storico e poi cade, svenuto, sotto l'abbraccio dei compagni.
L'Italia è campione del mondo.
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