Naturalmente il primo insediamento
del paese e quindi anche il più antico è quello
abbarbicato verso la Rocca duecentesca, costituita da un alto
mastio quadrilatero con bastioni cilindrici angolari. Il castello,
di buona fattura è ancora ricco di bel pietrame che testimonia
una cura particolare nella costruzione; sono ancora ben identificabili
le due porte di cui quella a monte, coperta da un androne, era
l'inizio della via che conduceva a Spoleto. II borgo medioevale,
che purtroppo ormai è costituito da molti vuoti e da muri
fatiscenti, scende lungo il pendio e si chiude con la Porta di
Valle a cui è appoggiata la trecentesca chiesa di San Giovanni
Battista, antica residenza di una confraternita del Gonfalone,
con ancora visibili alcuni affreschi del 1700. La parte bassa
della Matterella è costituita da un Borgo che iniziò
a svilupparsi intorno al 1500 nei pressi dell'antica Pieve di
S. Maria. Ouesta chiesa parrocchiale di chiare origini duecentesche
vanta nella facciata tre portali del 400 di cui quello centrale
presenta mensole ed una lunetta a ghiera arricchita da un affresco
raffigurante Madonna con Bambino ed Angeli. E' del XVI secolo,
in terracotta, il busto della Madonna sistemata nella sopraelevazione.
L'antica struttura romanica è ben identificabile nella
parte absidale e nella fiancata di destra. L'interno ed il campanile
sono un rifacimento quattrocentesco della chiesa che successivamente
nel sec. XVI subì nuove modifiche con la costruzione dei
cinque altarini "Padronali" nei due muri laterali riccamente
affrescati da Jacopo Siculo, Piermatteo Piergili e Pierino Cesarei.
Bella dietro l'altare maggiore la Madonna col Bambino dipinta
alla maniera bizantina nel sec. XVI. La chiesa è fornita
di un raffinato organo settecentesco e di una importante fonte
Battesimale datata 1429. Lungo la strada che dalla Matterella
porta al Precetto sono visibili lungo la discesa (l'attuale via
Roma) incastonati nella facciata di una casa due bassorilievi
raffiguranti una Crocefissione con dolenti e soldati ed una testa
di giovane. Entrambi le opere sono scolpite su pietra scura e
risalgono probabilmente all'alto medioevo.
PRECETTO
L'insediamento che culmina
con una imponente torre pentagonale discende verso il fiume Nera
dalle sassose pendici di Monte S. Angelo con un triangolo di mura
merlate alla guelfa fornite di torri di guardia e porte d'accesso.
II castello, che attualmente si presenta ben mantenuto ma bisognoso
di pronto restauro, fa da chioccia al vero e proprio borgo che
si snoda dalla parrocchia di S. Stefano verso la chiesa della
Madonna del Gonfalone. II precetto è segreto custode dell'antico
mistero del fenomeno delle "Mummie". II visitatore che
entra nella cripta trecentesca del piano inferiore della chiesa
di S. Stefano rimane incredulo nel vedere, tra un gioco diarchi
maestosi ed affreschi del sec. XV, I'irreale spettacolo di corpi
morti rivestiti di carta pecora che, in alcuni casi mantengono
qualche caratteristica dei vivi: peli, capelli, denti ed abiti
ed in altri denunciato la causa che ha procurato il decesso. II
fenomeno fu scoperto ailorché, nel rispetto dell'Editto
di Saint Claude, furono riesumate le salme sepolte all'interno
della chiesa; da allora il caso è stato lungamente studiato
ma senza che sia stata raggiunta una tesi veramente sicura. Gli
scienziati parlano di una magica mistura di calcari, silicati
di ferro e di allumina, di solfato e nitrati di calcio, magnesio
ed ammoniaca, che unita alla ventilazione ed alla decomposizione
di microrganismi, lentamente essiccava la pelle dei cadaveri.
La parte superiore della Chiesa di S. Stefano è di impianto
cinquecentesco, ornata da rosone e portale rinascimentale; del
sec. XVIII sono le ristrutturazioni rococò delle tre navate
e l'orologio sistemato nella facciata. Lo stemma affrescato nella
parte bassa del frontale è quello cinquecentesco dei Cybo.
Tra gli affreschi ornanti gli altari spicca per particolare bellezza
il "Presepio" della scuola di Jacopo Siculo. La parte
più vicina al fiume del Borgo è rappresentata dal
settecentesco impianto del Collegio dei Padri Dottrinali e la
chiesa della Madonna del Gonfalone, già della Misericordia
voluta nel 1702 da Odoardo Cybo. All'interno della chiesa, ornata
da stucchi riecheggianti modelli romani, si possono ammirare tele
del XVI, XVII e XVIII secolo. II camposanto di Ferentillo è
stato edificato intorno alla vecchia Chiesa dei cappuccini con
annesso il convento di cui sono ancora visibili il chiostro e
la meridiana. I muri della chiesa sono stati affrescati nel XVIII
secolo in onore di S. Francesco.