L'Abbazia di S. Pietro in Valle sorge in un piano a mt. 360 s.l.m. su antichi resti di una villa romana; fu edificata nel Vl secolo da S. Lazzaro di Siria che ne fu primo abbate. Morto Lazzaro, seppellito insieme al fratello S. Giovanni monaco sotto l'altare maggiore della chiesa, successe alla guida del monastero S. Giacomo. Nel 720 si fece monaco Faroaldo II duca di Spoleto, il quale ampliò il monastero e ne fu monaco fino al 728, anno in cui morì santamente il 19 febbraio. Nel 742 prese l'abito benedettino Trasamondo II figlio di Faroaldo II, che morì nel 765; il suo successore Hildericus Dagileopa morì anch'esso monaco a S. Pietro in Valle; così la chiesa del monastero divenne la tomba dei duchi Longobardi. Nell'822 il nobile Francese Vinigisio rinunciò al Ducato di Spoleto per farsi monaco presso l'Abbazia. Nel 1161 'abate Ruitprando l'ampliò secondo il nuovo stile romanico. Dal 1231 con l'abate Matteo (Tommaso 1290, Sinibaldo 1301, Ancajano,1400 e Paolone 1402) comincia il governo dell'Abbazia della casa Ancajani di Spoleto. Nel 1477 Papa Sisto IV levò i monaci Benedettini dal Monastero e lo diede in Commenda ad ecclesistici secolari creando la figura dell'abate commendatario. ll primo fu Eusebio Ancajani fino al 1503 nel quale anno gli successe Luigi Ancajani e poi altri della stessa famiglia fino al 1624; in questo anno Papa Urbano VII diede in commenda questa Badia al Cardinale Francesco Barberini, suo nipote. Nel 1658, con Vincenzo Ancajani, la nobile famiglia spoletina riottenne la commenda dell'Abbazia; ad esso seguì DecioAncajani nel 1680. Nel 1712 era abate Ludovico Ancajani quando, per difendere i diritti abbaziali, rifiutò la visita pastorale del Vescovo di Spoleto ed ordinò al cappellano, Don Placido, di chiudere la chiesa. ll Vescovo Giacinto Lascaris lanciò scomunica e l'abate fu condannato all'interdizione dalla carica dalla Congregazione del Concilio. Successore fu Carlo Ancajani fino al 1738. con gli Ancajani si estinse purtroppo anche l'archivio abbaziale che perì in un incendio nel loro palazzo. II Capitolo Lateranense tornato in possesso dell'Abbazia ne permutò i beni con il nipote di Innocenzo Vlil, Lorenzo Cybo Duca di Aiello che amministrò i beni a mezzo di un Vicario. Nel 1860 i beni passarono in parte al Comune di Ferentillo ed in parte furono acquistati da privati. Nell'Abbazia sono custoditi frammenti romani e sarcofaghi provenienti dalla Bassa Valle del Nera e dalla vicina Interamna. Sul pianerottolo del chiostro si può ammirare un portale del IX secolo con gli stipidi ornati da bassorilievi raffiguranti ¡ Santi Pietro e Paolo, titolari della chiesa. La torre campanaria, aggiunta in un secondo tempo, presenta i moduli costruttivi della fine dell'XI secolo. Gli affreschi ornanti le pareti a destra ed a sinistra della navata sono del Xll secolo di scuola umbra-romana e raffigurano scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Le decorazioni a fresco della parete di controfaccia rappresentanti la Madonna di Loreto, S. Bernardo e la Maestà della Vergirtra, S.S. Bastiano e Mattia sono dei primi del 500; sono dello stesso periodo le raffigurazioni sulla parete destra della navata e la storia del sogno di Faroaldo II sistemato nel transetto, a sinistra. Davanti all'abside di sinistra, altare dei S.S. Lazzaro e Giovanni, con nicchia di fondo affrescata con Madonna in trono e Santi del 1452; nella piccola abside di destra Madonna in trono Tra i S.S. Michele e Gabriele con l'abate committente, affresco del 1420 eseguito da pittore locale. Sull'altare c'è un tabernacolo ligneo del sec. XVII a forma di tempietto. A sinistra piccolo quadro raffigurante S. Bernardo vestito di abito bianco con cocolla nera a ricordo dell'aggregazione dell'Abbazia a quella di Fiastra, dipinto dallo spoletino Giovanni di Gerolamo seguace dello Spagna. Gli affreschi dell'abside centrale sono del XV sec.; sulla parete destra, altare del Rosario con tela dei primi del 170é posto tra i resti di affreschi del XV e XVI sec. ed il sarcofago della caccia. Frammenti longobardi sono sparsi o inseriti nella parete sinistra della navata. Intorno all'abbazia è possibile effettuare brevi escursioni in comode mulattiere che portano il turista a scoprire angoli di natura incontaminata per poter rivivere, per un pò, il misticismo e la fede che animò i vecchi monaci.

 

 

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