Informazioni Soriche di Ferentillo

  Percorrendo la Val Nerina in uno scenario di rara bellezza, dove il verde in tutti i suoi toni si fonde in armonioso cromatismo con la cristallinità delle gelide acque del Nera e il grigio dei rocciosi pendii, si incontra, inconfondibile, con le sue vetuste rocche imponenti, Ferentillo. II nome " Ferentillo" deriva da " quelli di Ferento ", come gli indigeni chiamavano i nuovi venuti al seguito di re Liutprando. Infatti questi, nel 742, in lotta con il duca di Spoleto, portò con se i coloni e armigeri della città di Ferentum da cui, appunto, Ferentum illi, sorta probabilmente in epoca longobarda ( secolo VIII). I suoi due castelli con le relative fortificazioni furono eretti nel 1200 circa a difesa della vicina Abbazia di San Pietro in Valle; le sue vicende, infatti, furono strettamente collegate ad essa. L'Abbazia fu fondata nel Vl sec. nel luogo in cui vissero due eremiti Siri, Giovanni e Lazzaro. Questi, si narra, dimoravano in una delle grotte usate dai Quirini per riti sacri e seguivano la regola di San Basilio. Alla morte di Giovanni, Lazzaro pregò Dio di mitigare la sua tristezza.  
     
  Contemporaneamente, a Spoleto, regnava Faroaldo II (703) il quale sognò San Pietro che lo invitava a costruire in suo onore un monastero nel luogo dove avesse incontrato un anacoreta di nome Lazzaro. Recatosi a caccia in Valnerina, Faroaldo incontrò l'eremita e ne rispetto del sogno fece sorgere in quel luogo l'Abbazia. Meritano particolare attenzione la chiesa parrocchiale di Santa Maria ( XIII sec., ricostruita nel XVI) e nella borgata di Precetto, la chiesa di santo Stefano nella cui cripta si trovano le MUMMIE.L'antica chiesa di Santo Stefano risale al 1200; nel 1500 divenne cimitero parrocchiale quando la chiesa fu ricostruita più ampia ad un livello superiore di circa quattro metri. Sotto il pavimento della chiesa, per la maggior parte scavata nei sasso del monte, vi è un locale, adibito a cimitero dove avviene la mummificazione dei cadaveri. I corpi sono rivestiti di carta pecora che, in alcuni casi mantengono qualche caratteristica dei vivi: peli, capelli, denti ed abiti ed in altri denunciano la causa che ha procurato il decesso. II fenomeno fu scoperto allorché, nel rispetto dell'editto di Saint Claude, furono riesumate le salme sepolte all'intemo della chiesa; da allora il caso è stato lungamente studiato, ma senza che si stata raggiunta una tesi veramente sicura.  

 

 

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