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- Il Centro Teatrale Fontemaggiore
di Perugia nasce nel 1948 sotto il nome di "Piccolo Teatro
della Fonte Maggiore".
- Nel 1963 con l'entrata nel
Gruppo di Giampiero Frondini, l'adesione al Teatro Universitario,
e la ricerca teatrale nel campo della pantomima, il Gruppo comincia
ad avere una precisa identità culturale ed artistica (
"Tirando a morire " e "'Vissero felici e contenti
", presentati al Festival dei Due Mondi, hanno un entusiasmante
successo internazionale).
- In questo penodo inizia
l'esperienza di un teatro fortemente politico e sociale e nasce
il confronto con un linguaggio diverso derivante dall'impatto
con gli spettacoli e le metodologie di lavoro del Living Theatre,
ospitato dal Gruppo a Perugia per uno stage (1967).
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- Nel 1969 il Gruppo inaugura
il Teatrino dei Raspanti, uno dei primi luoghi deputati per la
ricerca in Italia, con prograrnmazioni di rassegne di sperimentazione
(Nanni/Kustermann, Memè PerLini, Ricci, Vasilicò,
Lucia Poli, Carlo Cecchi), affiancate da intensi e qualitativi
momenti di studio (Luca Ronconi, Franco Quadri, Italo Moscati,
Gae Aulenti, F. Taviani, A. Abruzzese).
- Negli anni settanta l'esigenza
che nasce da uno sviluppo interno non disgiunto da quello storico-politico
del tessuto in cui si trova ad operare, di radicarsi nel proprio
territorio (grazie anche alla collaborazione con Dario Fo), porta
il Gruppo a iniziare quella fase di capillare stimolo culturale
che porterà all'organizzazione di una prima rete regionale
di distribuzione, solo successivarnente assunta dalle Istituzioni.
- In questo periodo il Gruppo
privilegia lo studio e la riproposizione critica della cultura~
popolare attraverso un'analisi storica, filologica, antropologica
di alcune forrne di teatro contadino (''Segaknwecc)lia'' rappresenta
in questo senso la verifica di un genere di teatro di grande
impatto spettacolare e di partecipazione del pubblico).
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- II 1977 segna la scelta
del professionismo, da Centro Universitario Teatrale a Gruppo
di Sperimentazione e Animazione Teatrale Fontemaggiore. La presenza
nel Gruppo di insegrusti favorisce la partecipazione al complesso
movimento che possiamo comprendere sotto il nome di "Animazione
culturale", espressione di un teatro che riflette su se
stesso, che ricerca una "necessità" di essere,
che sperirnenta quindi un nuovo rapporto con il pubblico e nuovi
linguaggi espressivi. Risalgono a questo periodo le prime produzioni
e i primi progetti che portano l'attività della Compagnia
ad inserirsi nel settore del Teatro Ragazzi. Attività
che produce negli anni '81, '82, '83, "Operazione Mangiafuoco",
progetto per un intervento educativo sull'intero territorio regionale
nel campo del consumo, della produzione, della formazione degli
insegnanti in campo teatrale, promosso da Enti Locali (Regione,
Province, e molti comuni), Istituzioni Scolastiche (Proweditorati,
Direzioni Didattiche), Strutture Psicopedagogiche (SAPOOS).
- La frequentazione e la rifiessione
sulle strutture e i linguaggi del teatro popolare porta ad allestire
spettacoli in cui la dimensione narrativa si realiz7n attraverso
complesse "macchine teatrali" che concretizzano attraverso
un linguaggio essenziale ed evocativo un immaginario ricco di
suggestioni fantastiche e di inquietanti atmosfere ( "Guerrino"
e "L'Iliade" )
- La ricerca di um diverso
rapporto con il pubblico e il desiderio di far "esplodere"
il teatro fuori dai luoghi consacrati dalla tradizione induce
a progettare eventi teatrali che si dilatano e trasformano gli
spazi a partire dal loro potenziale di trasfigurazione fantastica
( "Queen Pauline" "Indiana Jones" e "The
last train to St. Ann" ) Questa ricerca dramrnaturgica influeñza
anche la progettualità orgsnizzativa; negli anni '81,
'82. '83. Particolare rilevanza hanno alcuni progetti di "Teatro
in Piazza" realizzati per il Comune di Perugia Quartieri
come la Conca o luoghi come la Rocca Paolina, sono trasformati
in spazi di vita teatrale tessuta da una serie di performances
attorali, da discreti interventi e installazioni di tipo scenografìco,
installazioni di ambientazioni sonore, creazione di "salotti
della città" e spazi di incontro.
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