Di Anna M. Bicego

 


IN CATTEDALE IL BANCHETTO DEGLI ULTIMI


In oltre trecento al tradizionale pranzo di Natale
(Perugia) Poveri, immigrati, persone abbandonate, sole. Uomini e donne che per Natale non avevano nessuno con cui ritrovarsi. Gli ultimi della società, gente che viene già quotidianamente assistita dalla Caritas. Un popolo variegato e multi etnico che nel giorno della Natività si è radunato, secondo quella che è ormai diventata una consolidata tradizione, nella cattedrale, insieme al vescovo Chiaretti, per il pranzo di Natale. Erano in trecento, quest'anno. Tutti intorno a una grande tavolata imbandita nella navata centrale della chiesa.
Ospiti d'onore e riguardo tutti coloro che di solito non lo sono mai: gli emarginati della diocesi. A servire camerieri in divisa (tutti volontari) che hanno fatto di un'occasione di per sè già grande una vera festa. Per stare insieme, per consumare, secondo lo spirito cristiano, "il pane della mensa con i fratelli nel bisogno".
Tra le navate del luogo di maggior culto della città anche gruppetto di musicisti che ha intonato armonie natalizie e un sapiente gioco di luci che metteva in evidenza la bellezza del luogo. Erano presenti anche dei rappresentanti della comunità sudamericana aiutata da don Leonello Birettoni.
Quest'anno c'è stata una novità: hanno chiesto di partecipare anche dei perugini, assolutamente senza problemi economici, però gravati dal grande problema del Duemila: la solitudine. Anche queste persone hanno trovato in cattedrale calore, cibo e conforto. I pasti della tradizione natalizia sono stati preparati dalla mensa comunale di via Fratti. Al successo dell'incontro hanno contribuito anche i 350 volontari, che hanno poi consumato il pranzo insieme ai loro ospiti, come si fa con tutte le persone che si considerano di famiglia. Seduto alla tavola imbandita c'era anche, come nelle manifestazioni precedenti, I'arcivescovo di Perugia monsignore Giuseppe Chiaretti insieme ai canonici del capitolo della cattedrale e ad alcuni parroci. Tra gli ospiti c'erano, naturalmente, anche dei rappresentanti di altre religioni e gli ospiti dei servizi sociali del Comune di Perugia. Un giorno tutti insieme, da ricordare non fosse altro per la disponibilità di tante persone (anche intere famiglie) che hanno voluto passare un Natale diverso, al servizio degli altri.

               


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