Di Alessandro Sbugia

 


Il fascino esotico delle antichissime danze tradizionali indiane tocca il cuore dellUmbria con due spettacoli presentati da Ballet 2002. In "Frecce di Miele", a Gubbio, venerdì 22 marzo, e "La pagoda nera", a Spello, sabato 23 marzo, gestualità sapienti e raffinate e atmosfere sensuali, che affondano nella notte dei tempi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

 

 

GUBBIO - Il fascino esotico dellIndia e delle sue spettacolari e antichissime danze tradizionali tocca il cuore dellUmbria grazie a due spettacoli di danza proposti dalla compagnia Teatro Tascabile di Bergamo, e presentati da Ballet 2002, la stagione di danza programmata dalla Fondazione Umbria Spettacolo.

Il primo, "Frecce di Miele", teatro danza classico indiano in stile orissi, è previsto al Teatro Comunale di Gubbio, venerdì 22 marzo, alle ore 21.00; il secondo, "La pagoda nera", uno spettacolo dimostrazione sempre centrato sulla danza classica indiana in stile orissi, è al Teatro Subasio di Spello, sabato 23 marzo, sempre alle ore 21.00.

Il fascino della danza indiana è fatta di gestualità estremamente raffinata e di atmosfere sospese, che affondano le proprie radici nella notte dei tempi. Narrano le leggende indiane che luniverso sia stato creato danzando dal dio SHIVA sotto forma di NATARAJA (Signore della Danza), e che lo stesso Dio Brahma abbia rivelato il segreto della danza al saggio Bharata, il quale ne raccolse linsegnamento in un trattato intitolato "Natya Sastra", ancora oggi manuale di ogni forma di danza classica in India.

Dunque la Danza Indiana è una danza sacra rivelata direttamente dagli dei agli uomini come fonte di vita, saggezza e alta spiritualità. Infatti anticamente veniva danzata unicamente nei templi dalle DEVADASI (sacerdotesse-danzatrici). Lo scopo della danza è quello di liberare lanima umana dal mondo delle illusioni e di ricongiungerla con la divinità. Il contributo più significativo della danza indiana è forse il linguaggio delle mani: i MUDRA, gesti simbolici e sacri risalenti al periodo Vedico (1500 a. C.). Questi gesti hanno raggiunto nella danza la loro dimensione più elevata, un vero e proprio linguaggio che può tradurre un testo letterario o religioso senza le parole.

Anche loccidente si sta accostando al mondo della Danza Indiana scoprendone lalto valore artistico, estetico e spirituale. La danza indiana costituisce infatti unespressione estetica ed artistica di notevole bellezza, e la sua intrinseca spiritualità rappresenta una importante via di consapevolezza e crescita interiore.

Queste profonde consapevolezze rivivono nei due spettacoli scelti per lUmbria. In "Frecce di Miele", a Gubbio, il teatro-danza classico indiano in stile Orissi si presenta come la danza classica indiana femminile per eccellenza. Benché le testimonianze archeologiche documentino la danza orissi fra le più antiche dell'India, la definitiva strutturazione del linguaggio coreografico risale soltanto alla fine degli anni Cinquanta. A quel tempo, alcuni reputati maestri della regione dell'Orissa (India orientale), sulla base dei trattati classici e della tradizione iconografica, e con l'aiuto delle più esperte maharis (sacerdotesse), ne fissarono per intero il ricchissimo vocabolario. Il fascino dellOrissi deriva dalla particolare forma di misticismo, traboccante di morbida sensualità, che ispirava le maharis di Jagannath, la grande divinità di Orissa cui la danza era in origine dedicata.

È invece un vero incontro in cui gli spettatori vengono introdotti alla comprensione del teatro-danza orientale lo spettacolo previsto a Spello, dal titolo "La Pagoda Nera". In esso trova una felice sintesi la doppia esigenza della decodificazione della danza e della sua funzione più libera di fascinazione sul piano spettacolare vero e proprio.

Il Teatro Tascabile di Bergamo nasce come compagnia professionista nel 1973. Il gruppo ha costruito la propria tecnica di lavoro frequentando territori inesplorati della pratica teatrale, quali il teatro-danza orientale, in modo progressivamente più ampio e approfondito, lavorando ininterrottamente e quotidianamente, in Oriente e presso la propria sede di Bergamo, sotto la guida di insigni maestri indiani, balinesi, giapponesi e cinesi.
Tutti gli attori del Teatro Tascabile di Bergamo hanno imparato danza classica indiana (con ampie pratiche complementari di teatro classico balinese e dell'Opera di Pechino) con particolare riguardo agli stili Orissi, Kathakali, Bharata Natyam e Kuchipudi. Le danze classiche del suo repertorio sono state presentate in diverse occasioni al pubblico occidentale e nella stessa India. Il lavoro si è nel tempo arricchito di attività seminariali, spettacoli-dimostrazione, conferenze, pubblicazioni e film prodotti dalle televisioni pubbliche di diversi Paesi.

Oggi, a 27 anni dalla sua nascita, lattività complessiva del Teatro Tascabile può essere riassunta da queste cifre: 83 gli spettacoli prodotti; più di 3000 le repliche per oltre un milione di spettatori; la presenza nei più importanti festival nazionali e internazionali; inviti in 30 nazioni di 4 continenti, con numerose recensioni e studi in varie lingue; fondazione dell'Istituto di Cultura Scenica Orientale (IXO), con pubblicazioni, film e una biblioteca e videoteca specializzata sull'arte dell'attore e sull'Antropologia teatrale che ha pochissimi paragoni in Italia e in Europa.

               


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