|
(Bologna) Da martedì
8 a domenica 20 maggio 2001 (ore 21.15, domenica 13 riposo)
va in scena a Teatri di Vita L'auto delle spose, uno spettacolo
di Andrea Adriatico, con l'interpretazione di Maurizio Rinaldelli
Uncinetti, Elena Souchilina, Anatoli Zaitsev, Dalia Zipoli.
Musiche di Vinicio Capossela, Lauryn Hill, Trio Esquina, Radiohead,
K.D. Lang.
L'auto delle spose è la prima tappa del progetto
Automobili sulla linea dell'ombra, una produzione Teatri
di Vita 2000, con la collaborazione di La Fonderie, Le Mans,
con il supporto di Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Provincia
di Bologna.
Un corteo nuziale di automobili attraversa il parco e penetra
dentro la sala teatrale. A bordo di quelle automobili ci sono
gli spettatori, e sono venuti ad assistere a L'auto delle
spose, lo spettacolo di Andrea Adriatico prima tappa del
progetto produttivo di Teatri di Vita Automobili sulla linea
dell'ombra (la seconda tappa è L'auto del silenzio,
il film girato nelle scorse settimane a Bologna, che ha visto
come protagonista Eva Robin's, e attualmente in fase di post-produzione).
Quando lo spettacolo debuttò cinque mesi fa, fu la prima
volta in cui il pubblico entrava in un teatro... in auto. E da
lì, da dietro il parabrezza della propria vettura, assisteva
a uno spettacolo di teatro e danza, intrigante e fascinoso, costruito
attorno alla cerimonia più attesa e più "disattesa"
della nostra società: il matrimonio, appunto. Il gioco
dei sentimenti e dei tradimenti, i sorrisi radiosi per un evento
così felice, i pianti per le disillusioni, gli intrecci
e le solitudini: L'auto delle spose racconta l'amore con delicatezza
e sensibilità, ma anche con cinismo e amarezza per condurci
in un'altalena senza fine tra romantici momenti di fiducia e
sarcastiche accuse alla coppia. Al centro della scena, oltre
ai quattro performers coinvolti in un girotondo erotico
senza fine, sta un'elegante Alfa 166, elemento scenografico nel
quale e sul quale gli attori-danzatori vivono e si muovono, ma
anche personaggio essa stessa, anzi icona-simbolo di un'epoca
che appiattisce le distanze geografiche ma non riesce a colmare
le distanze tra le persone. E di fronte all'automobile su cui
la sposa si fa fotografare languidamente, stanno le automobili
degli spettatori, invitati-voyeurs parcheggiati in un teatro-garage
in cui tutto può succedere...
Per partecipare all'inconsueto
ricevimento nuziale occorre un'automobile, propria o di amici.
Infatti a teatro, come in un drive-in, si può entrare
solo a bordo di una macchina e per accedere occorre pagare non
un biglietto ma un pedaggio (60.000 lire per ogni auto, qualunque
sia il numero di persone a bordo). Chi non ha l'auto non resterà
escluso, ma potrà ugualmente venire a teatro, perché
c'è sempre una vettura disposta a concedere un autostop...
|