Di Alessandro Sbugia


PRODOTTI CERTIFICATI A TUTELA DEL CONSUMATORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Spoleto) Si è conclusa la rassegna "La qualità dei prodotti dell'Umbria", domenica 15 Luglio, presso la Sala Cesari della Banca Popolare di Spoleto, con una Conferenza Stampa, organizzata dall'AU.P.O.O, e dedicata al tema "Innovazione e Certificazione: garanzia di qualità e di filiera"; era presente Massimo Pacetti, Presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori; come moderatore, Walter Trivellizzi, Presidente CIA dell'Umbria; Giuseppe Natale, presidente del CO.RE.OL e vicepresidente della CIA dell'Umbria; Alissa Mattei, Direttore Carapelli per il settore Ricerca e Sviluppo; Stefano Leonangeli, Direttore generale della Carapelli; Piero Bonato, Direttore C.S.Q.A. organismo di certificazione no-profit.
Trivellizzi, dopo aver salutato i partecipanti, ha sottolineato l'importanza di questo appuntamento annuale, il primo dopo gli eventi tristemente legati alla "mucca pazza". 'Precedentemente - ha puntualizzato Trivellizzi - la qualità alimentare era considerata un'opportunità, oggi è divenuta un obbligo. La CIA in tale situazione si è trovata avvantaggiata poiché già da un ventennio si impegna, tutelando il reddito degli agricoltori, ad assicurare la qualità alimentare ai consumatori.'
'E proprio la collaborazione fra filiere - ha detto nel suo intervento, Giuseppe Natale Presidente del CO.RE.OL, consorzio di tutela degli olii umbri- porta un reddito maggiore ai produttori; già in tempi non sospetti - ha ricordato Natale - si pensava al concetto di certificazione, sperimentato in Umbria attraverso la collaborazione fra i diversi produttori.' Leonangeli, Direttore generale della Carapelli, ha confermato l'importanza strategica della certificazione ed ha ribadito la partecipazione ed il supporto a tale iniziativa della azienda da lui rappresentata. ' Ogni giorno di più il consumatore è interessato a quel che mangia - ha spiegato Leonangeli - e per l'olio d'oliva pare che l'attenzione sia doppia, poiché si tratta di un prodotto antico, di tradizione.' Il Direttore generale della nota industria olearia, ha anche ribadito l'importanza di aprirsi e favorire all'innovazione; questo aspetto è stato, in particolar modo, sottolineato anche da Alissa Mattei: 'l'innovazione è un cardine, bisogna ricercare anche dove si pensa che non ci sia nulla, lo scopo è quello di ottenere un prodotto naturale e genuino con metodologie tecnologicamente avanzate. E' di importanza primaria lo studio del frutto. Merito della certificazione poi - ha spiegato la Mattei- è quelo di procedere in maniera ordinata, cioè l'ente certificatore non dà semplicemente attestati, ma insegna a lavorare bene.'
L'intervento di Piero Bonato, direttore del C.S.Q.A. si è incentrato sull'importanza, in questo settore, della comunicazione, strettamente legata alla fiducia del consumatore alle cui esigenze bisogna porre attenzione, alle cui richieste bisogna rispondere.Nelle conclusioni del Presidente Nazionale della CIA, Massimo Pacetti, è stata posta grande attenzione alla necessità, nei processi produttivi, di introdurre la ricerca di sistemi innovativi, che devono però in seguito anche trovare applicazioni concrete. Sul concetto di qualità Pacetti si è espresso ricordando che questo non va semplicemente limitato alla qualità del prodotto, ma deve ricomprendere la capacità organizzativa complessiva del produttore. 'Bisogna assicurare - ha sottolineato Pacetti - per ottenere risultati migliori, la costanza nella qualità del prodotto; ma chi quella qualità è in grado di produrla, ha bisogno di essere esaltato e garantito; benché delle 2.700 produzioni tradizionali italiane, ben 69 siano in Umbria in una situazione politico-commerciale ottimale, il mercato non risponde in maniera adeguata. Un altro grande problema da affrontare relativo al prodotto tipico - ha messo in evidenza Pacetti - è quello relativo ai rapporti con la grande distribuzione, con la quale bisognerà sempre più diagolare .'
' Per quanto riguarda il settore oleario- Pacetti ha ricordato che - purtroppo a differenza degli altri Paesi, in Italia non si è mai progettato un piano di settore, benché la produzione sia la seconda a livello mondiale, ed in crescita, con circa due milioni di persone occupate in questo settore. Proprio nella consapevolezza di tale crescita il settore va rivisto e rivisitato e sostenuto sotto gli aspetti della produzione e dell'innovazione: la più grande industria alimentare in Italia è quella dell'olio. Circa il concetto di qualità e sicurezza alimentari - ha concluso il Presidente Pacetti - si è parlato negli ultimi mesi soprattutto di attenzione al consumatore, ma non di aziende, che invece devono innescare un processo innovativo proprio per riuscire a garantire il cittadino- consumatore'.

               


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