PRODOTTI CERTIFICATI A TUTELA DEL
CONSUMATORE
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(Spoleto)
Si è conclusa la rassegna "La qualità dei
prodotti dell'Umbria", domenica 15 Luglio, presso la Sala
Cesari della Banca Popolare di Spoleto, con una Conferenza Stampa,
organizzata dall'AU.P.O.O, e dedicata al tema "Innovazione
e Certificazione: garanzia di qualità e di filiera";
era presente Massimo Pacetti, Presidente nazionale della Confederazione
Italiana Agricoltori; come moderatore, Walter Trivellizzi, Presidente
CIA dell'Umbria; Giuseppe Natale, presidente del CO.RE.OL e vicepresidente
della CIA dell'Umbria; Alissa Mattei, Direttore Carapelli per
il settore Ricerca e Sviluppo; Stefano Leonangeli, Direttore
generale della Carapelli; Piero Bonato, Direttore C.S.Q.A. organismo
di certificazione no-profit.
Trivellizzi, dopo aver salutato i partecipanti, ha sottolineato
l'importanza di questo appuntamento annuale, il primo dopo gli
eventi tristemente legati alla "mucca pazza". 'Precedentemente
- ha puntualizzato Trivellizzi - la qualità alimentare
era considerata un'opportunità, oggi è divenuta
un obbligo. La CIA in tale situazione si è trovata avvantaggiata
poiché già da un ventennio si impegna, tutelando
il reddito degli agricoltori, ad assicurare la qualità
alimentare ai consumatori.'
'E proprio la collaborazione fra filiere - ha detto nel suo intervento,
Giuseppe Natale Presidente del CO.RE.OL, consorzio di tutela
degli olii umbri- porta un reddito maggiore ai produttori; già
in tempi non sospetti - ha ricordato Natale - si pensava al concetto
di certificazione, sperimentato in Umbria attraverso la collaborazione
fra i diversi produttori.' Leonangeli, Direttore generale della
Carapelli, ha confermato l'importanza strategica della certificazione
ed ha ribadito la partecipazione ed il supporto a tale iniziativa
della azienda da lui rappresentata. ' Ogni giorno di più
il consumatore è interessato a quel che mangia - ha spiegato
Leonangeli - e per l'olio d'oliva pare che l'attenzione sia doppia,
poiché si tratta di un prodotto antico, di tradizione.'
Il Direttore generale della nota industria olearia, ha anche
ribadito l'importanza di aprirsi e favorire all'innovazione;
questo aspetto è stato, in particolar modo, sottolineato
anche da Alissa Mattei: 'l'innovazione è un cardine, bisogna
ricercare anche dove si pensa che non ci sia nulla, lo scopo
è quello di ottenere un prodotto naturale e genuino con
metodologie tecnologicamente avanzate. E' di importanza primaria
lo studio del frutto. Merito della certificazione poi - ha spiegato
la Mattei- è quelo di procedere in maniera ordinata, cioè
l'ente certificatore non dà semplicemente attestati, ma
insegna a lavorare bene.'
L'intervento di Piero Bonato, direttore del C.S.Q.A. si è
incentrato sull'importanza, in questo settore, della comunicazione,
strettamente legata alla fiducia del consumatore alle cui esigenze
bisogna porre attenzione, alle cui richieste bisogna rispondere.Nelle
conclusioni del Presidente Nazionale della CIA, Massimo Pacetti,
è stata posta grande attenzione alla necessità,
nei processi produttivi, di introdurre la ricerca di sistemi
innovativi, che devono però in seguito anche trovare applicazioni
concrete. Sul concetto di qualità Pacetti si è
espresso ricordando che questo non va semplicemente limitato
alla qualità del prodotto, ma deve ricomprendere la capacità
organizzativa complessiva del produttore. 'Bisogna assicurare
- ha sottolineato Pacetti - per ottenere risultati migliori,
la costanza nella qualità del prodotto; ma chi quella
qualità è in grado di produrla, ha bisogno di essere
esaltato e garantito; benché delle 2.700 produzioni tradizionali
italiane, ben 69 siano in Umbria in una situazione politico-commerciale
ottimale, il mercato non risponde in maniera adeguata. Un altro
grande problema da affrontare relativo al prodotto tipico - ha
messo in evidenza Pacetti - è quello relativo ai rapporti
con la grande distribuzione, con la quale bisognerà sempre
più diagolare .'
' Per quanto riguarda il settore oleario- Pacetti ha ricordato
che - purtroppo a differenza degli altri Paesi, in Italia non
si è mai progettato un piano di settore, benché
la produzione sia la seconda a livello mondiale, ed in crescita,
con circa due milioni di persone occupate in questo settore.
Proprio nella consapevolezza di tale crescita il settore va rivisto
e rivisitato e sostenuto sotto gli aspetti della produzione e
dell'innovazione: la più grande industria alimentare in
Italia è quella dell'olio. Circa il concetto di qualità
e sicurezza alimentari - ha concluso il Presidente Pacetti -
si è parlato negli ultimi mesi soprattutto di attenzione
al consumatore, ma non di aziende, che invece devono innescare
un processo innovativo proprio per riuscire a garantire il cittadino-
consumatore'. |
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