Di Anna M. Bicego

 


IN 10.000 A SAN GIUSTINO DA TUTTA ITALIA
PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A DIFESA DEL TABACCO

 

 

Massimo Pacetti

 

(San Giustino-PG) Hanno sfilato per oltre un kilometro i 10.000 manifestanti che da tutta la penisola si sono dati appuntamento a San Giustino, per manifestare contro i tagli europei al tabacco, ed a sostegno della filiera produttiva del tabacco. Uomini e mezzi, i vertici regionali e nazionali delle associazioni di categoria: CIA- Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura, i sindaci aderenti al comitato dei comuni tabacchicoli, assessori regionali e molti esponenti delle massime istituzioni civili e militari hanno raggiunto il palazzetto dello sport di San Giustino, che gremito, non è riuscito ad accogliere la folla assiepata anche nelle aree verdi adiacenti la struttura.
Mauro Ferrazzani, presidente di Assintabac (l'Associazione interprofessionale del settore tabacchicolo) ha aperto e guidato il confronto fra i vari relatori, confronto a tratti molto infervorato, dopo il saluto e l'intervento del sindaco di San Giustino, Daniela Frullani. Ferrazzani ha affermato:" Il provvedimento di tagliare gli aiuti al tabacco - e quindi, praticamente, di impedire la coltivazione del tabacco in Europa - sicuramente non ha nessun impatto sulla salute dei cittadini, i quali continueranno a fumare sigarette in cui non ci sarà più tabacco europeo, ma esclusivamente tabacco proveniente da altre nazioni (già oggi l'Unione importa, dai Paesi terzi, circa 1'80% del tabacco consumato al suo interno). Questa proposta della Commissione avrà, quindi, il solo risultato di creare in Italia 140.000 disoccupati, il che, di certo, non migliorerà la salute di coloro che fumano e continueranno a fumare! Il costo sociale di questi nuovi disoccupati sarà altissimo! Senza tenere conto di un altro costo sociale ed economico da pagare: l'abbandono della coltivazione di tabacco, oggi quasi l'unica possibile nelle zone vocate, provocherà quasi sicuramente la desertificazione del territorio. E' un concetto, questo, che nella sua negatività è ben presente alle istituzioni locali, e che ha contribuito a determinare la decisione dei Sindaci dei comuni tabacchicoli e degli Assessori agricoli delle Regioni interessate di costituirsi in comitati, a sostegno del settore, per dare forza alle iniziative nostre e del Governo.Leggendo la proposta di Regolamento della Commissione c'è da rimanere allibiti per l'ipocrisia degli assunti, per il pressappochismo degli strumenti e per il disprezzo o la noncuranza verso gli uomini e le donne che con tale proposta vengono a perdere il loro lavoro. Contro ciò dobbiamo ribellarci, dobbiamo convincere la classe politica europea e nazionale dell'ingiustizia che si vuole perpetrare;dobbiamo convincerli che questa è una nuova tappa della guerra tra Nord e Sud d'Europa per accaparrarsi le risorse comunitarie. Chiediamo quindi al Governo che prosegua nell'azione di difesa del nostro settore, raggiungendo accordi politici con gli altri Paesi produttori, e rigetti con forza le ipocrisie della Commissione che - appropriandosi di un ruolo politico che non le compete persegue una così determinante modificazione della Politica Agricola Comunitaria."
A seguire è intervenuto il presidente nazionale della CIA- Confederazione nazionale Agricoltori, Massimo Pacetti che con forza ha sottolineato che:"La proposta fatta in sede europea è una proposta dannosa. Provocherà l'abbandono delle coltivazioni. Comprometterà il reddito degli agricoltori e metterà a rischio migliaia di posti di lavoro. Con la proposta fatta - ha rilevato il presidente nazionale della Cia- viene introdotto per la prima volta, in un regolamento Ue, il concetto di degressività degli aiuti a sostegno di principi volti a limitare i rischi per la salute pubblica; viene eliminata dalle attività del Fondo comunitario la ricerca agronomica, dando per certo che la produzione di tabacco è comunque dannosa alla salute; di contro, non sono previsti stanziamenti supplementari per incoraggiare i produttori a riconvertire le coltivazioni. La Commissione -ha aggiunto Pacetti- non ha presentato una proposta concreta di riconversione delle produzioni di tabacco, ma si è limitata a prevederne lo smantellamento prima delle verifica dell'ocm prevista per il prossimo anno. Oltrettutto, ha assunto delle decisioni politiche che non sono di sua competenza. Si favorirà così l'importazione di tabacco da Paesi Terzi senza, peraltro, ridurre il consumo di sigarette in Europa! "
Pacetti ha poi ricordato che sono 500 mila gli occupati in Europa nella filiera produttiva del tabacco; in Italia sono 140 mila gli addetti, di cui 120 mila nella sola fase di produzione; ancora alcuni dati per far comprendere le proporzioni del mercato tabacchicolo: 350 mila tonnellate di tabacco grezzo sono prodotti in Europa e180 mila sono gli ettari coltivati; in Italia sono 130 mila tonnellate prodotte e 40.200 gli ettari coltivati.
Applauditissimo, dopo l'intervento di Pacetti, quello della presidente della Giunta regionale dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che per la nostra regione ha chiesto: risorse, ricchezza e sviluppo!
A seguire gli interventi del presidente dell'UNITAB (Unione nazionale tabacco), Roberto di Menno di Bucchianico, dell'assessore regionale all'agricoltura Gianpiero Bocci, del vice- presidente di Coldiretti, Marini, e del presidente di Confagricoltura, Bocchini, del senatore, Maurizio Ronconi, presidente della Commissione Agricoltura al Senato, e Paolo Scarpa Bonazza, sottosegretario all'Agricoltura che ha concluso l'incontro confermando l'impegno forte del governo, in Europa, a sostegno della tabacchicoltura italiana.

               


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