L'UNIONE EUROPEA DELLE FREGATURE PER I CONSUMATORI
HA GIA' ABBATTUTO LE FRONTIERE TRA ITALIA E FRANCIA.
CONTINUA L'OSSERVATORIO
DELL'ADUC SUI DANNI DELL'EURO PER LE TASCHE DEI CONSUMATORI
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(Firenze)
Continua l' excursus di "Attenti all'Euro", analizzando
e denunciando tutto cio' che viene segnalato ai danni del consumatore.
Tendenzialmente dovremmo credere - dice il presidente dell'Aduc,
Vincenzo Donvito- che cio' che ha a che fare con l'amministrazione
e la gestione pubblica, dovrebbe tutelare i cittadini, piu' di
quanto avviene nei rapporti con l'economia e il commercio privati,
perche' il pubblico e' mantenuto con i soldi delle nostre tasse
e i gestori, almeno quelli politici, sono espressione di un voto
a cui ognuno ha diritto.
Ma ci dobbiamo ricredere, perche' i primi segnali sono in senso
opposto. Infatti, se, per esempio, tra le imprese della filiera
dei prodotti di largo consumo si sta delineando un accordo per
cui tutti gli aumenti, almeno nel periodo settembre 2001 / febbraio
2002, dovrebbero essere bloccati, altrettanto non si puo' dire
per il pubblico.
L'esempio di oggi e' quello dell'amministrazione della provincia
autonoma di Trento, che ha fissato le tariffe in Euro dei mezzi
pubblici gia' dal prossimo 1 settembre, con un incremento - dicono
- del 3,27% sul biglietto standard di 1.500 lire, perche' in
questo modo potra' essere praticato un prezzo tondo di 0,80 Euri
(cioe' Lit.1.549). Quindi nessun aumento per logiche produttive
o finanziarie, ma solo per "aiutare" gli utenti a semplificarsi
la vita, perche' e' ovviamente impossibile arrotondare alla cifra
inferiore o -orrore!- mantenere l'importo alla cifra della conversione
dalle lire (77 Euri arrotondando verso il basso). Ma, come se
non bastasse, la delibera dell'amministrazione, fa sapere che,
nel periodo 10 settembre 2001 / 28 febbraio 2002 (cioe' tre mesi
e 20 giorni -fino al 31 dicembre- in cui si continuera' a pagare
solo in lire, e due mesi in cui vigera' la doppia circolazione
monetaria), le societa' che gestiscono il trasporto pubblico
sono autorizzate ad incassare l'importo in lire come risultante
dalla conversione della tariffa in Euro e arrotondato alle 100
lire superiori o inferiori: ve l'immaginate un cassiere che,
per incassare Lit.1.549 (0,80 Euri) si accontentera' di 1.500
lire, e non di 1.600? Di fatto, chi usufruira' di questi servizi,
oltre all'aumento del 3,27% (quando
e se paghera' in Euro) dal 1 gennaio 2002, proprio nel periodo
piu' delicato (avvio e introduzione della nuova moneta), pagando
in Lire (ripetiamo: obbligatorio fino al 31 dicembre) avra' una
tariffa aumentata del 6,67%. Bella conquista civica!
Comunque, la consolazione per questi amministratori furbetti,
e' che altrettanto sta succedendo in alcuni Paesi fratelli di
questa, per ora, scellerata avventura dell'unione monetaria.
Le Ferrovie francesi (SNCF), che abitualmente aumentano le tariffe
il 1 gennaio, quest'anno hanno deciso di farlo dal 2 settembre,
per anticipare - come dicono in una loro nota pubblica - l'arrivo
dell'Euro, ed evitare di far coincidere il cambio della moneta
del 1 gennaio 2002 con un aumento dei prezzi: e ovviamente, l'aumento
medio dell'1,9% se lo cuccano i consumatori con ben quattro mesi
di anticipo.
Se questa e' la scuola del Governatore della Banca Centrale Europea,
Wim Duisemberg , bisogna riconoscere che sta mietendo successo,
perche' l'unione europea delle fregature per i consumatori ha
gia' abbattuto le frontiere. |
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