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                OTTOBRE 2000          

IL TEATRO ITALIANO
HA UNA NUOVA TURANDOT

di Daniele Rubboli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
(Milano) Erano anni che sul panorama delle scene liriche non appariva un autentica principessa Turandot come ha dimostrato di esserlo il soprano DANIELA FAVI BORGOGNONI che ieri sera ha debuttato nel terribile ruolo di protagonista dell'incompiuta opera di Giacomo Puccini.
E' accaduto al Teatro Rosetum di Milano dove, come ripresa della stagione autunno-inverno, Daniele Rubboli direttore artristico del Laboratorio Lirico Europeo che lì ha la sua sede, ha allestito una splendida edizione di TURANDOT.
Soprano di Ancona residente a Brescia dove ha sposato l'ex portiere Gigi Brotto, per 11 anni tra i pali di quella squadra, Daniela Favi Borgognoni ha donato al proprio ruolo uno spessore di grande autorità risolvendo vocalmente bene ogni asperità, senza rinunciare a momenti di grande intimismo che hanno messo a fuoco il dramma piscologico di Turandot e prediligendo una dizione letteraria raramente ascoltata.
Con lei un ottimo Donato Tota, tenore dallo squillo generoso, ma anche dagli accenti vibranti e appassionati. Tota era l'unico del cast che non debuttava il ruolo, mentre tutti gli altri affrontavano quest'opera per la prima volta.
Stefania Antoniazzi , soprano di Treviso, è stata una Liù fresca, giovane, ingenua e totalmente al servizio dell'Amore, mentre di una perfezione rara per musicalità e presenza scenica sono state le 3 maschere Walter Carignano, Andrea Bragiotto, Alberto Angeleri.
Ruggero Lopopolo, giovanissimo basso milanese, è stato un Timur assai promettente per il futuro di questo gigantesco artista ( 2 m e 7cm), mentre Ennio Bellani è stato un autorevole imperatore, e Antonio Peloso ha dato spessore al Mandarino. Il coro Rosetum diretto da Umberto Balestrini ha fatto il proprio dovere accendendo soprattutto il finale nella trascinante foga imposta alla musica, come da spartito, da Luis Baragiola.
Essenziale ma di grande efficacia la regia di Rubboli che conduce per mano sulla scena questi debuttanti preparandoli per il grande passaggio ai maggiori teatri e festival. Teatro esaurito e pubblico in festa.
Lo spettacolo ha avuto un prologo con canzoni d'amore della Mongolia cantate dal soprano Urtnasan Urantsetseg artista della repubblica popolare di Mongolia.

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