IL TEATRO ITALIANO
HA UNA NUOVA TURANDOT
di
Daniele Rubboli
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(Milano)
Erano anni che sul panorama delle scene liriche non appariva
un autentica principessa Turandot come ha dimostrato di esserlo
il soprano DANIELA FAVI BORGOGNONI che ieri sera ha debuttato
nel terribile ruolo di protagonista dell'incompiuta opera di
Giacomo Puccini.
E' accaduto al Teatro Rosetum di Milano dove, come ripresa della
stagione autunno-inverno, Daniele Rubboli direttore artristico
del Laboratorio Lirico Europeo che lì ha la sua sede,
ha allestito una splendida edizione di TURANDOT.
Soprano di Ancona residente a Brescia dove ha sposato l'ex portiere
Gigi Brotto, per 11 anni tra i pali di quella squadra, Daniela
Favi Borgognoni ha donato al proprio ruolo uno spessore di grande
autorità risolvendo vocalmente bene ogni asperità,
senza rinunciare a momenti di grande intimismo che hanno messo
a fuoco il dramma piscologico di Turandot e prediligendo una
dizione letteraria raramente ascoltata.
Con lei un ottimo Donato Tota, tenore dallo squillo generoso,
ma anche dagli accenti vibranti e appassionati. Tota era l'unico
del cast che non debuttava il ruolo, mentre tutti gli altri affrontavano
quest'opera per la prima volta.
Stefania Antoniazzi , soprano di Treviso, è stata una
Liù fresca, giovane, ingenua e totalmente al servizio
dell'Amore, mentre di una perfezione rara per musicalità
e presenza scenica sono state le 3 maschere Walter Carignano,
Andrea Bragiotto, Alberto Angeleri.
Ruggero Lopopolo, giovanissimo basso milanese, è stato
un Timur assai promettente per il futuro di questo gigantesco
artista ( 2 m e 7cm), mentre Ennio Bellani è stato un
autorevole imperatore, e Antonio Peloso ha dato spessore al Mandarino.
Il coro Rosetum diretto da Umberto Balestrini ha fatto il proprio
dovere accendendo soprattutto il finale nella trascinante foga
imposta alla musica, come da spartito, da Luis Baragiola.
Essenziale ma di grande efficacia la regia di Rubboli che conduce
per mano sulla scena questi debuttanti preparandoli per il grande
passaggio ai maggiori teatri e festival. Teatro esaurito e pubblico
in festa.
Lo spettacolo ha avuto un prologo con canzoni d'amore della Mongolia
cantate dal soprano Urtnasan Urantsetseg artista della repubblica
popolare di Mongolia. |
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