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                OTTOBRE 2000          

LA DIOCESI DI PERUGIA HA GIA' RACCOLTO OLTRE 100 MILIONI DESTINATI A RIDURRE IL DEBITO ESTERO DEI PAESI POVERI

di Anna M. Bicego

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Perugia) Una tra le più significative iniziative intraprese dalla Chiesa Cattolica Italiana durante il Grande Giubileo del 2000, è mirata alla riduzione del debito estero nei confronti di due paesi del Terzo Mondo: la Guinea e lo Zambia.
La sfida è stata ovviamente raccolta anche dalla Diocesi di Perugia e Città della Pieve, che è riuscita a raccogliere 129.194.350 lire, mentre a livello nazionale sono stati già raccolti 35 miliardi.
Anche la CISL dell'Umbria si è attivata, devolvendo all'iniziativa un contributo di 10.300.000 lire.
Il 25 Ottobre si è tenuta una conferenza stampa nella Sala delle Logge del Dottorato, presso la cattedrale di S. Lorenzo, durante al quale sono stati resi noti i risultati raggiunti e la cifra raccolta; all'incontro sono intervenuti Francesco Buratti, segretario regionale della Cisl umbra, l'Arcivesco Mons. Giuseppe Chiaretti, Mons. Giacomo Rossi, direttore della Caritas diocesana e Pasquale Caracciolo, direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale dei problemi sociali ed il lavoro.
Buratti, ha voluto sottolineare che lo Zambia e la Nuova Guinea sono retti da governi stabili e che, dunque, gli aiuti non possono che andare a buon fine, anche perché, ha ribadito Mons. Chiaretti, il Comitato Italiano di raccolta dei fondi e il Comitato di controllo degli stessi possono praticamente identificarsi, come previsto in una clausula degli "accordi bilaterali di conversione del debito".
Mons. Rossi ha avuto il compito di riferire accuratamente sull'andamento della campagna ecclesiale nella diocesi perugino-pievese, ricordando che l'opera di sensibilizzazione al progetto di riduzione del debito dei paesi poveri, partita già dallo scorso febbraio, si è protratta durante la Quaresima e le celebrazioni delle Prime Comunioni e delle Cresime, n e continuerà con l' "Avvento di Fraternità 2000", concludendosi solo con la conclusione dell'anno giubilare.
"Trasformare un impegno spirituale in un impegno concreto - ha ricordato l'Arcivescovo Mons. Chiaretti - è cosa bella e ci dà gioia", perchè la generosità verso gli altri è sintomo d'amore per l'equità e la giustizia "... e la giustizia è il primo gradino della carità" - ha concluso Monsignore.

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