TV GLOBE: A NEW YORK
IL QUINTO FORUM MONDIALE DELL'INFORMAZIONE
di Anna Miriam Bicego
Gina Nieri
Executive Director, Mediaset Group
Gianluca Nicoletti
Host, "Golem" Radio Rai
Carlo Sartori for
Digital Visionaries, Prix Italia
|
(New
York), Si è tenuto a New York, il 16 e il 17 novembre,
presso il palazzo delle Nazioni Unite, il quinto Forum mondiale
dell'informazione.
L'assemblea plenaria si è aperta il 16 novembre, alle
ore 10, con gli interventi dei vari relatori: il segretario generale,
Kofi Annan; il suo sottosegretario: Kensaku Hogen; il presidente
dell'assemblea generale delle Nazioni unite, Harri Holkeri; il
presidente del Concilio economico e sociale delle Nazioni Unite,
Makarim Wibisono; del rappresentante del governo italiano alle
Nazioni Unite: l'ambasciatore Sergio Vento, portavoce del ministro
Lamberto Dini; Jon DeVaan, vice presidente della sezione televisiva
della Microsoft; Jennifer Sibanda, direttore esecutivo della
Federazione africana dei media rivolti alle donne ed appartenente
all'organizzazione per lo sviluppo del sud del continente africano;
Fernando Espuelas, presidente del gruppo uruguaiano della Starmedia
Network e il direttore generale della BBC, Greg Dyke.
Kofi Annan ha aperto l'assemblea, sottolineando la forza imponente
e rivoluzionaria che le nuove tecnologie, internet soprattutto,
hanno ormai assunto nel panorama mondiale dei media, siano essi
operanti nel settore pubblico o privato, sia in ambito locale,
che in ambito sovranazionale; Annan ha paragonato la rivoluzione
in corso, nell'era 'della globalizzazione', ad una nuova rivoluzione
industriale, dalla quale dipenderà il futuro economico
e la continuità storica e culturale del nostro mondo nel
nuovo millenio; 'non c'è libertà nell'ignoranza
e dalla conoscenza nascono la consapevolezza e la civiltà'
ha detto Kofi Annan, invitando tutti coloro che hanno il potere
di gestire i nuovi media, a farlo in maniera eticamente corretta,
sottolineando la necessità di creare un villaggio globale
in cui il baratro esistente fra paesi ricchi e paesi poveri sia
colmato, le diverse realtà etniche, culturali e sociali
s'incontrino, senza scontrarsi, perchè dallo scambio tutti
possano essere 'arricchiti' da un punto di vista etico ed economico.
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha poi fornito alcuni
dati: solo il 5% della popolazione mondiale, circa 200 milioni
di utenti, prevalentemente provenienti dai paesi europei, dagli
Stati Uniti e dal Giappone, hanno quotidianamente accesso ad
internet; questa cifra, in crescita esponenziale, rende bene
l'idea di come internet e le nuove tecnologie rischino di diventare
ulteriore strumento di discriminazione economica, culturale e
razziale per i paesi poveri, se dallo sviluppo di internet, del
mercato globale e dall'utilizzazione delle nuove tecnologie digitali,
saranno esclusi proprio i paesi, le minoranze, gli individui
che hanno maggiormente bisogno di democrazia, di libertà,
di sopravvivere culturalmente e materialmente.
Kofi Annan ha inoltre auspicato la costituzione di una Task Force
mondiale, di cui le Nazioni Unite si faranno garanti, per determinare
i limiti e le regole deontologicamente corrette, per tutti coloro
che intendono operare nel mercato globale dell'informazione attraverso
internet e le nuove tecnologie con la coscienza di avere una
missione da svolgere, essendo in corso un processo inarrestabile,
una specie di 'nuova colonizzazione', non per sfruttare, ma per
ridistribuire richezza e conoscenza.
Jennifer Sibanda, rivogendosi a Kofi Annan, e chiamandolo affettuosamente:
'the soldier of peace', è intervenuta, sottolineando la
difficoltà di creare un uniforme mercato globale economico
e culturale, dei cui vantaggi tutti possano fruire e a cui tutti
possano liberamente accedere, poichè in Africa molte zone
mancano perfino di acqua ed energia elettrica, ma si è
detta ottimista, ricordando che anche Robin Hood, figura ormai
mitologica, rubava ai ricchi per donare ai poveri e si è
appellata all'azione concertata di attuali, potenziali Robin
Hood delle nuove tencologie e dell'informazione, affinchè
mettano il loro sapere, le loro maestranze, e le loro strutture
al servizio dei più poveri e dei meno protetti.
Sergio Vento, portavoce del ministro Lamberto Dini, ha dichiarato
che l'Italia ha già varato un piano pluriennale per lo
sviluppo tecnologico digitale dei nuovi media e l'evoluzione
di quelli tradizionali, auspicando la collaborazione di tutti
coloro che nel nostro paese operano nel settore dell'informazione,
affinchè l' 'information tecnology' possa essere concretamente
uno strumento di democratica, trasparente e consapevole partecipazione
civica, politica e culturale.
Le nuove tecnologie, ha detto poi l'ambasciatore Vento, consentendoci
di conservare la nostra identità culturale, politica,
linguistica, e mantenendo la nostra diversità, ci permettono
d'interagire col mondo; l'ambasciatore ha poi ricordato che la
particolare posizione geografica italiana, e la sua eredità
storica, da sempre la rendono un crocevia obbligato fra l'Europa
ed il Mediterraneo, fra l'Asia e l'Occidente, fra la modernità
e la ricchezza, la l'ignoranza e la povertà; anche per
questo motivo e come facente parte del G8 (il cui prossimo summit
si terrà proprio in Italia, a Genova, nell'aprile del
2001) il governo italiano si fa promotore presso le Nazioni Unite
di un progetto mirato alla creazione di una Task Force mondiale
e permanente, per studiare, controllare, ottimizzare le idee
e le energie emergenti dal nuovo mercato dell'informazione; Vento
ha chiesto l'intervento e la fattiva collaborazione non solo
dei grandi gruppi, come RAI e Mediaset, che sono già partner
e sponsor del Forum mondiale, ma anche di tutte le altre realtà
che operano nell'ambito della comunicazione, come l'ANSA e l'AGUSitalia,
presenti al Forum con i loro rappresentanti e relatori.
Tra gli sponsor e partner dell'evento: la RAI e Mediaset, presenti
tra gli altri il presidente della RAI: Roberto Zaccaria ed il
presidente del gruppo Mediaset: Fedele Confalonieri; la rete
giapponese NHK, rappresentata da Yoshinori Imai; la tedesca WUB
ed il presidente Albert Scharf e la francese Eutelsat, rappresentata
dal presidente Giuliano Beretta.
Cinque le tavole rotonde che si sono susseguite nell'arco dei
due giorni, dedicate alla tutela e alla conoscenza dei diritti
sociali, all'innovazione dei programmi dedicati alle news, allo
sport, all'educazione, al modello radiofonico, definito da Gianluca
Nicoletti, responsabile della sezione media-Radio RAI, ' the
invisible media', ' the media of imagination', e alle visionarie
profezie tecnologiche e contenutistiche di alcuni operatori del
settore informativo e multimediale .
Proprio il moderatore della tavola rotonda dedicata alle 'digital
visionaries', Carlo Sartori, anche segretario generale del Prixitalia-RAI,
è intervenuto nella sessione conclusiva per dichiararsi
soddisfatto da quanto emerso in quest'edizione del Forum: la
decisa volontà di costituire una Task force mondiale;
il ricoscimento del diritto dell'utente di poter scegliere ed
interagire, invertendo l'attuale ruolo dello spettatore, da passivo
in attivo, nella fruizione dell'informazione; la necessità
di personalizzare l'informazione, creando canali multilingua
e proponendo un'illimitata scelta nei programmi/prodotti informativi;
incentivare la produzione programmi/prodotti educativi, culturali,
in grado di veicolare contenuti formativi; la prospettiva non
lontana di poter rendere liberi, gratuiti, facili l'accesso e
la partecipazione a questa rivoluzione per tutti i paesi, in
particolar modo per quelli del Terzo Mondo (il 52% della popolazione
mondiale vive in Asia, il 33% dei poveri nel mondo vive in Asia!)
che hanno necessità di entrare rapidamente e concretamente
nel mercato economico globale, e i cui rappresentanti hanno partecipato
attivamente al Forum e dichiarandosi ottimisti e pronti ad accettare
qualsiasi forma di collaborazione ed incentivo.
Dopo l'intervento di Sartori, alle ore 16, del 17 novembre, Kensaku
Hogen ha preso la parola per ringraziare tutti i partecipanti
ed auspicare, "dopo cinque edizioni del forum mondiale dell'informazione"
che questa, la prima del nuovo millennio, sia la prima veramente
operativa, dalla quale emergano idee concrete ed azioni mirate
a superare il 'digital divide' .
La Agus Tv', la prima web television italiana che ha attivato
un nuovo sistema di consultazione di news "video on-demand",
ha realizzato un video dedicato al " TV Globe " di
New York e che è consultabile all'indirizzo internet http://www.agus.it /video
e cliccare news . |
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