
di Anna M. Bicego
Video : durata 3 minuti e 29 secondi
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(Perugia)
Monk è morto il 17 febbraio 1982, ma già 8 anni
prima di quella data aveva praticamente concluso la sua carriera
discografica e concertistica. Molto tempo è passato, dunque,
eppure il mondo del jazz non riesce a dimenticare quello che
fu definito "il gran sacerdote del bebop" Musicista
moderno quanto nessun altro, perché del tutto fuori del
suo tempo e proiettato in una dimensione a se stante, Monk resta
uno dei personaggi più geniali; enigmatici , originali
del '900. Restano il suo pianismo scarno, essenziale, a tratti
stralunato, e restano i suoi temi, amati sia da chi aderisce
ad un'ottica piu tradizionale del jazz, sia a chi preferisce
guardare in avanti verso il futuro della musica americana. Non
stupisce quindi che il culto del sacerdote Monk sia ancora cosi
vitale. Lo dimostra il fatto che a lui è stata intitolata
una istituzione che ogni anno assegna i più prestigiosi
riconoscimenti del jazz ai giovani Musicisti emergenti, e che
ci siano tanti progetti a lui dedicati: fra qli ultimi, quello
del fiqlio batterista, T.S Monk, e quello di Wynton Marsalis
per la sua serie Standard Time.
In Umbria, Monk viene portato con un progetto innovativo, che
raccoglie attorno a lui dieci grandi artisti, che con lui hanno
suonato o che sono comunque da lui sono stati ispirati. Il progetto
vuole ricordare il monk delle big Band Ospiti al Teatro Morlacchi,
per ricordare un grande del jazz mondiale sono stati il 2O luglio,
i Monk Tenet All Stars, con una vera e propria formazione, la
All Stars, nella quale spiccano personaggi quali Steve Lacy,
Phil Woods, Eddie Bert, Howard Jones ed il grande Johnny Griffin,
proprio quest'ultimo suonò con Monk il meglio di una carriera
ormai leggendaria. |
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